Paralimpiadi, cronaca di un successo non annunciato

ParalimpiadiIl miglior risultato conquistato dagli atleti azzurri da 20 anni a questa parte. L’appello di Pancalli per Roma2024

 

ROMA – Si è conclusa la Paralimpiade estiva di Rio de Janeiro. Per l’Italia è stata un’edizione ricca di soddisfazioni. Il medagliere, infatti, si è chiuso con 39 medaglie (10 ori, 14 argenti e 15 bronzi) che hanno classificato l’Italia al 9° posto, lo stesso ottenuto dagli atleti olimpici a Rio (con 28 medaglie però). 

Alla vigilia dei Giochi, il numero uno del movimento paralimpico italiano, Luca Pancalli, aveva annunciato che l’obiettivo era quello di fare meglio dell’edizione di Londra 2012, quando l’Italia chiuse con un bottino di 28 medaglie. Undici in più sono qualcosa di straordinario e quasi impensabile prima dell’inizio dei giochi. Bisogna risalire a 20 anni fa per trovare un bottino superiore (45 medaglie ad Atlanta 1996), poi si è andati sempre in calo senza mai toccare quota 30. 

Dunque un segnale importante per il movimento paralimpico italiano, da poche settimane riconosciuto come Ente di diritto pubblico, che ha mostrato forti segnali di ripresa in un settore dove lo sport vuol dire anche e soprattutto riabilitazione fisica e integrazione sociale. Il Presidente Pancalli, orgoglioso di questo successo, essendo anche Vice presidente del Comitato Promotore di Roma2024 non può che lanciare l’ennesimo messaggio alla Sindaca Raggi, ormai in procinto di chiudere le porte al sogno olimpico della Capitale. Perché nel caso dei paralimpici, l’evento a cinque cerchi aumenterebbe la consapevolezza sociale sulla disabilità e comporterebbe un maggiore accesso ai disabili nelle strutture sportive. Parliamo di circa 1 milione di persone tra i 4 e i 40 anni in Italia, dei quali solo 70.000 fanno sport organizzato, ossia sono tesserati con il Cip.

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