Raggi e la farsa del consiglio comunale

raggipiccola8649La tanto attesa riunione dell’Assemblea capitolina è durata poco più di un minuto. Aumenta la febbre all’interno del Movimento

 

ROMA – Se quello di ieri doveva essere il “d-day” della sindaca Raggi, lo “sbarco” non c’è stato. Anzi la giunta è sta sonoramente sconfitta sul bagnasciuga, sepolta da una valanga di gaffe, di insulti e di fuoco amico. L’intervento della first citizen che avrebbe dovuto sciogliere il groviglio di nodi sul tappeto e annunciare il nuovo assessore al bilancio si è esaurito in 73 secondi. Giusto il tempo di annunciare che “le deleghe al bilancio e al patrimonio e quelle alle partecipate torneranno ad essere separate”.

Fine del discorso. Sconcerto generale anche nelle file dei colleghi di Movimento. Si ricomincia tutto daccapo. “Perciò ora nel più breve tempo possibile, ma necessario, procederemo alla nomina di queste due figure”. Se qualcuno sperava che la prima riunione assembleare avrebbe quanto meno fatto segnare un’inversione di tendenza rispetto alla paralisi amministrativa, alle gaffe compiute e rimangiate nella scelta dei collaboratori, alle dimissioni a catena del maxi e mini direttorio e soprattutto alle faide interne al Movimento, in piena crisi di nervi, non solo si è dovuto ricredere, ma la peggiore diagnosi sui mali della giunta si è materializzata.

Dal cilindro dunque non è uscito il nome tanto atteso del nuovo assessore al bilancio. Ora addirittura sono diventati due e le difficoltà incontrate nell’individuare una figura autorevole, competente, dal certificato penale illibato, gradito a tutte le correnti del movimento romano e disposto ad accettare l’incarico, adesso raddoppiano.

Si ricomincia tutto daccapo e anche i nomi che erano circolati in questi giorni per sostituire Minenna, come quelli dell’ex vicecomandante generale della Guardia di Finanza, Ugo Marchetti (di stretta osservanza “marchiniana”) e l’ex ragioniere generale dello Stato, Mario Canzio, tornano in alto mare. Così come gli altri nomi sparati a salve, tra cui gli economisti Nino Galloni, Antonio Lacetra, Alessandro Pantoni, Massimo Zaccardelli e Lucrezia Reichlin.

La riunione si è poi trasformata in farsa quando il capogruppo della lista Marchini ha scoperto che “siamo in presenza del primo assessore al bilancio a sua insaputa”. E’ emerso infatti che la nomina di De Dominicis, annunciata e poi precipitosamente ritirata, in effetti non è mai stata revocata. I consiglieri del M5s sono furibondi e il capogruppo Ferrara in evidente imbarazzo confessa: Questa mi giunge nuova. L’ho appreso in aula, verificherò con gli uffici”.

Ma intanto la frittata era fatta e le opposizioni sono andate a nozze (anche se armate con i fichi secchi) e chiedono che si risolvano i problemi interni al M5s per iniziare il governo della città. “Quanto ancora volete abusare della nostra pazienza?”, tuona la capogruppo Pd Michela Di Biase. “Speriamo che Raggi cominci a governare interessandosi ai problemi dei cittadini e metta da parte le beghe interne al M5s – dice il capogruppo di Fratelli d’Italia Fabrizio Ghera – Speriamo che il ‘casting’ a Cinque Stelle individui, oltre agli assessori, anche gli altri profili mancanti”. 

Sull’altra vessata questione delle Olimpiadi, la Raggi ha finalmente fissato per il pomeriggio di oggi l’appuntamento con il presidente del Coni Malagò e, si immagina, la successiva conferenza stampa. Le chiacchiere stanno ormai a zero. Tra il diktat di Beppe Grillo (“Olimpiadi 2024 a Roma, no grazie”) e gli amletici contorcimenti di vari esponenti del Movimento che sull’argomento si dichiarano oggi “possibilisti” a certe condizioni, è venuto il momento delle scelte che saranno in ogni caso laceranti.

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