La Segreteria per la comunicazione vaticana

san_pietro_sliderApprovato «ad experimentum» il nuovo statuto. 5 direzioni, lingua italiana. Abrogate le strutture che vi confluiscono

 

 

ROMA – Il Papa ha approvato “ad experimentum” per tre anni lo statuto della Segreteria vaticana per la Comunicazione. Il nuovo dicastero, nato a giugno del 2015 e guidato da monsignor Dario Edoardo Vigano (presidente) e monsignor Lucio Adrian Ruiz (segretario), ha così il suo assetto definitivo, sia pure in via sperimentale.

La nuova struttura prevede cinque direzioni e l’italiano è la lingua ufficiale. La sua mission consiste essenzialmente nella collaborazione con tutti i dicasteri della Curia e in particolare con la Segreteria di Stato, nonché la responsabilità per il nuovo sito web della Santa Sede e per gli account del Papa sui social media. I mass media vaticani, che a regime saranno abrogati, confluiranno nei tempi e secondo le modalità stabilite o da stabilire nel nuovo dicastero che, grazie allo statuto, a cui seguirà prossimamente un regolamento operativo, può ora entrare pienamente in funzione.  

Le cinque direzioni sono: direzione per gli affari generali (Paolo Nusiner e Giacomo Ghisani), direzione della Sala stampa della Santa Sede (Greg Burke e Paloma García Ovejero), direzione tecnologica (Francesco Masci), direzione teologico pastorale (Nataša Govekar) e direzione editoriale, ancora vacante, che avrà la responsabilità dell’indirizzo e il coordinamento di tutte le linee editoriali di competenza del dicastero, dello sviluppo strategico delle nuove forme di comunicazione e dell’integrazione efficace dei media tradizionali con il mondo digitale.

Ogni direzione dipende dal Prefetto e dal Segretario e «sono paritetiche nell’esercizio della loro attività». Inoltre, «il Prefetto potrà proporre alla Superiore Autorità, per il tramite della Segreteria di Stato, l’istituzione di altre entità o di enti collegati con la Santa Sede, connessi alla Segreteria per la Comunicazione, al fine di salvaguardare particolari esigenze di natura giuridica, editoriale o economica che le singole attività della Segreteria per la Comunicazione dovessero presentare nello svolgimento delle relative funzioni».

Nella Segreteria per la Comunicazione confluiranno gli organismi che lo stesso documento pontificio ha indicato, ovvero: il Pontificio Consiglio delle Comunicazioni sociali, la Sala Stampa della Santa Sede, il Servizio Internet Vaticano, la Radio Vaticana, il Centro Televisivo Vaticano, L’Osservatore Romano, la Tipografia Vaticana, il Servizio Fotografico e la Libreria Editrice Vaticana». A quel punto queste entità «saranno abrogate». La Segreteria per la Comunicazione «assumerà altresì il sito web istituzionale della Santa Sede e la titolarità della gestione nelle reti sociali della presenza del Romano Pontefice». Il nuovo Dicastero è dotato «di risorse umane e materiali adeguati, proporzionati alle sue funzioni istituzionali, entro i limiti stabiliti dalla sua tabella organica».

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