Campidoglio, scintille in Consiglio comunale

Aula_Giulio_Cesare_sliderIn corso l’assemblea per il voto sulla mozione del no alle Olimpiadi. Il ragioniere generale del Comune si dimette

 

ROMA – Sono subito scintille in Campidoglio dove questa mattina si sta svolgendo la discussione sulle Olimpiadi. La miccia è stata accesa dalla decisione di vietare gli interventi esterni impedendo così di fatto alla cordinatrice del comitato promotore Diana Bianchedi di prendere la parola.  La discussione in Aula sulle Olimpiadi “prevede interventi di 2 ore e 30 per le opposizioni e 30 minuti per la maggioranza. Venti minuti di intervento della giunta nella persona del vicesindaco Frongia. Questo senza interventi esterni che non siano consiglieri”, ha spiegato il presidente dell’assemblea capitolina Marcello De Vito (M5S).

Nel frattempo arriva l’altra notizia che “terremota” il Campidoglio: il ragioniere generale del Comune, Stefano Fermante, sbatte la porta e se ne va, non senza aver prima preparato una relazione di 20 pagine che descrive una città sull’orlo del default.

Dopo l’addio dell’assessore al Bilancio, la vana ricerca di un successore e il pasticcio sulle nomine, anche l’ultimo “guardiano” delle disastrate casse comunali lascia Roma. Una scelta, ha raccontato Fermante, meditata a lungo. Ma protocollata solo ieri, quando Virginia Raggi ha finalmente deciso di revocare l’ex procuratore della Corte dei Conti Raffaele De Dominicis: incaricato alle finanze capitoline il 7 settembre, licenziato 24 ore dopo con un post su Facebook, ma mai ufficialmente ritirato. Almeno fino a lunedì: giorno del gran rifiuto opposto dall’ultimo dei prescelti, il giudice contabile Salvatore Tutino, finito stritolato “nella guerra per bande” che infuria nel M5s. È allora che la sindaca rompe gli indugi e firma l’ordinanza per avocare a sé la responsabilità sia di Bilancio e Patrimonio, sia delle Partecipate, prima riunite in un’unica delega e adesso spacchettate.

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