Confindustria, esplode il caso Sole 24 Ore

Confindustria_sliderDopo le dimissioni di sei consiglieri il gruppo editoriale è in piena turbolenza. Boccia e Squinzi ai ferri corti

 

ROMA – I numeri già li conoscevano in viale dell’Astronomia, anche se non erano stati resi pubblici, e quindi erano iniziate frenetiche manovre per rifinanziare il primo giornale economico finanziario, prima del default. Lo stesso presidente del gruppo editoriale, l’ex numero uno di Confindustria Giorgio Squinzi aveva chiesto pochi giorni fa all’azionista Confindustria la disponibilità a valutare positivamente il proprio sostegno ad un’operazione di rafforzamento patrimoniale del gruppo editoriale, dando la disponibilità a “rimettere il mandato qualora ciò fosse funzionale ad agevolare la realizzazione dell’operazione di rafforzamento patrimoniale”.

La risposta del presidente in carica Vincenzo Boccia ha gelato i rapporti i rapporti interni alla Confederazione. Pur assicurando infatti la disponibilità a valutare positivamente un’eventuale operazione di rafforzamento patrimoniale del Sole, si è limitato a prendere atto della “disponibilità a rimettere il mandato degli amministratori laddove ciò fosse funzionale ad agevolare la realizzazione dell’operazione”. Il tono e i contenuti della “glaciale” risposta di Boccia portavano alla luce le profonde divisioni all’interno della Confederazione degli industriali.

Come se non bastasse veniva data disposizione al direttore generale, Marcella Panucci, di chiedere espressamente ai membri del cda di dichiararsi disponibili a mettere a disposizione il mandato nel caso fosse necessario liberare qualche poltrona per eventuali rappresentanti di finanziatori ingaggiati dall’azionista di maggioranza, cioè da Confindustria.

A quel punto la frittata era fatta. Quando a fine settimana è stata portata in consiglio la relazione finanziaria semestrale al 30 giugno 2016, con un risultato netto negativo di 50 milioni di euro, sono arrivate le dimissioni di sei consiglieri: Giorgio Squinzi (presidente del cda), Livia Pomodoro, Carlo Pesenti, Claudia Parzani, Mauro Chiassarini e Maria Carmela Colaiacovo.

Per correre ai ripari, quel che restava del consiglio di amministrazione de Il Sole 24 ore (assente anche l’amministratore delegato Gabriele Del Torchio ricoverato in ospedale) si è riunito e ha nominato Carlo Robiglio presidente e il presidente di Bnl Luigi Abete vicepresidente, con un mandato a tempo fino alla prossima assemblea del 14 novembre prossimo.

A quel punto è scoppiata la guerra dei comunicati tra l’azienda e il comitato di redazione, con il direttore del giornale, Roberto Napoletano, schiacciato nel mezzo, che con gesto magnanimo ha rinunciato spontaneamente alla sontuosa buonuscita prevista in contratto. “Il cda – si legge nel comunicato della società editrice scritto in ‘burocratese’ – ha confermato la massima fiducia all’amministratore delegato Gabriele Del Torchio, purtroppo impossibilitato a intervenire stante la momentanea situazione di salute, e ha rinnovato l’apprezzamento per il lavoro fin qui svolto e per quanto lo stesso potrà fare in futuro nel suo ruolo di amministratore delegato della nostra società”. Ha quindi preso atto delle dimissioni irrevocabili e con effetto dal 30 settembre dei sei consiglieri di amministrazione.

Di tutt’altro tono la presa di posizione dei giornalisti: “Quello sin da ora evidente è un fallimento su tutta la linea. La strategia, quella dell’espansione dei volumi sia sul digitale sia sulla carta, con marginalità assai dubbia, anzi, alla luce dei risultati, assolutamente negativa. La governance, quella formale con il pasticcio delle deleghe esecutive sovrapposte tra presidente e amministratore delegato, con conseguente difficoltà a identificare il capoazienda e quella sostanziale, con l’impropria assunzione di un ruolo manageriale da parte di chi manager non è. La proprietà infine, con un’associazione di imprenditori che ha lasciato gestire il suo asset principale con logiche tutt’altro che imprenditoriali, piuttosto da basso impero”.

C’è dunque poco più di un mese per trovare la quadratura di un cerchio all’interno del quale si azzuffano tutti i protagonisti della saga, presidente ed ex presidenti, consiglieri di amministrazione e direttori generali, direttori responsabili e giornalisti. Sarà un match all’ultimo sangue sul cui esito non si accettano scommesse.

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