Federugby, Gavazzi rieletto e indagato dalla Procura dello sport

RugbyAvviso recapitato a lui e ai dieci componenti del vecchio Consiglio Federale in carica nello scorso quadriennio

ROMA – A due settimane dalla rielezione a presidente della Federugby, carica elettiva conquistata con un “magro” 54%, che da presidente uscente suona come una mezza vittoria, Alfredo Gavazzi ha ricevuto un avviso di fine indagini preliminari da parte del Procuratore Nazionale dello Sport, Maria Elena Castaldo. Avviso recapitato a lui e ai dieci componenti del vecchio Consiglio Federale in carica nello scorso quadriennio.

Gli undici risultano indagati “per avere gestito alla stregua di ricavi e costi tipici della gestione federale le risorse finanziarie versate dalle società affiliate e destinate ad alimentare il Fondo di Solidarietà istituito nell’agosto Duemila per il sostegno economico a favore degli atleti tesserati vittime di gravi infortuni di gioco. Nella circostanza, di non aver garantito la trasparenza e l’autonomia di tale fondo rispetto alle componenti positive e negative dei bilanci della Federazione (…) reiterando tale condotta a partire dall’anno 2007 fino all’anno 2014 con bilancio approvato il 29 aprile 2015”. E c’è anche l’accusa di “avere alterato e/o falsificato i documenti richiesti dal Collegio dei revisori dei conti e allo stesso tempo prodotti e nella specie i bilanci federali per gli anni dal 2007 al 2014, in particolare avendo alterato il risultato dell’esercizio includendo tra i componenti positivi di reddito i versamenti effettuati dalle società di cui sopra destinati ad alimentare il Fondo di solidarietà che per previsione regolamentare avrebbe dovuto essere autonomo rispetto al bilancio federale”.

Ora, poco prima delle elezioni si era posto il problema di un rischio commissariamento preventivo a causa di un passivo di bilancio di circa 2 milioni di euro. Poi i revisori dei conti avevano firmato il documento in extremis e le elezioni si sono svolte regolarmente.

Qualcosa non quadrava agli avversari che presentarono diversi esposti e ottennero anche un’interrogazione parlamentare sul caso. Una vicenda sulla quale bisognerà fare presto chiarezza per il bene del rugby e dello sport italiano.

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