Il mondo della scuola ancora nel caos

concorso-prof-SLIDERDecine di migliaia di docenti di ruolo ancora da assegnare. Gli effetti perversi dell’algoritmo utilizzato dal Miur

 

ROMA – Che la formazione permanente dei docenti sia un’esigenza sacrosanta unanimemente riconosciuta nessuno lo mette in dubbio. Che tale obiettivo però diventi una priorità assoluta del ministero della Pubblica istruzione mentre il mondo della scuola è messo a ferro e fuoco dal caos delle assegnazioni, dei ricorsi, delle pronunce giudiziarie, dei disagi grotteschi, appare alquanto anacronistico.

Il quadro infatti che ancora si presenta ad un mese dall’inizio delle lezioni potrebbe essere stato dipinto da Albrecht Dürer, quello dell’Apocalisse: decine di migliaia di docenti di ruolo ancora da utilizzare e assegnare agli istituti; 100 mila precari, di cui 40 mila di sostegno, in attesa della nomina annuale;  una bella fetta di insegnanti “potenziatori”, inviati dagli uffici scolastici, diversi da quelli chiesti dalle scuole e quindi inutilizzabili. Il risultato è che le lezioni si svolgono ancora a singhiozzo, le classi continuano ad essere smembrate perché manca il prof e un alunno disabile su tre rimane senza insegnante specializzato o è in procinto di cambiarlo.

Il caos della mobilità dei docenti nella scuola insomma non è affatto calmo. Il Miur infatti è costretto a dare attuazione ad un decreto del Tar che ha sospeso gli esiti dei trasferimenti riassegnando alcuni docenti alle province di immissione. Una guerra a colpi di ordinanze con un nuovo capitolo tutto da scrivere e che per ora segna una vittoria, seppure ancora provvisoria, dei docenti che avevano impugnato il contratto di mobilità sottoscritto tra Miur e sindacati. La sentenza definitiva del Tribunale amministrativo del Lazio nel merito della questione è prevista per il prossimo 20 ottobre.

A tutto ciò si è aggiunta l’assurdo caos dovuto agli errori dell’algoritmo utilizzato per gestire le operazioni di mobilità, definiti fisiologici dal Miur, ma che ha portato a migliaia di richieste di conciliazione solo in minima parte esaminate con esiti tutt’altro che soddisfacenti per i docenti danneggiati. Per non farsi mancar niente, anche il Tribunale del lavoro di Salerno ha emesso una ordinanza che ha sospeso immediatamente gli effetti del provvedimento di trasferimento per una docente salernitana di scuola primaria trasferita in Emilia Romagna dal famigerato algoritmo del Miur.

In questa situazione a dir poco congestionata, il ministro Stefania Giannini ha presentato ieri il piano di formazione nazionale degli insegnanti, soprattutto neo assunti, chiamati a migliorare per i prossimi tre anni le loro competenze in specifiche materie. Torneranno così “a scuola” per imparare meglio il digitale, le lingue, l’alternanza scuola lavoro, l’inclusione, la prevenzione del disagio giovanile e l’autonomia didattica.

Va benissimo, per carità, ma cerchiamo prima di rendere stabile e dignitosa la prospettiva di vita e di lavoro di diecine di migliaia di persone.

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