Colle Oppio, il degrado della città tracima

BarboniL’indagine del Censis sui quartieri e i luoghi più pericolosi. Il caso emblematico di Torbellamonaca

 

ROMA – Fanno quasi tenerezza i commenti indignati del giorno dopo l’aggressione e lo stupro della turista australiana a Colle Oppio. Tutti improntati allo sdegno per il degrado della zona a ridosso del Colosseo, allo stato di abbandono dell’area archeologica più famosa del mondo, agli inutili allarmi lanciati nel vuoto dalla presidente del I Municipio Sabrina Alfonsi. Come se Colle Oppio fosse diventato l’ultimo, e unico, rifugio dei disperati, dei senza dimora, degli immigrati, dei clandestini che ogni giorno più numerosi bivaccano intorno alla Domus Aurea.

Sono gli stessi accenti di rabbia e di esasperazione già ascoltati mille volte, dopo che un turista americano viene gettato nel Tevere, una ragazza muore per overdose nell’inferno dell’ex ospedale Forlanini, una donna brasiliana viene sequestrata e violentata per due giorni in una baracca, un uomo è ridotto in fin di vita per aver richiamato due giovani al rispetto delle regole.

Le cronache quotidiane sono piene di episodi di criminalità, di violenza, di sopruso, di sopraffazione. E, contrariamente a quel che si dice, non ci sono ghetti o enclave dove si consuma lo  spettacolo della condizione umana devastata. Per dirne una, Colle Oppio non compariva nemmeno nell’elenco dei quartieri e dei luoghi più pericolosi della città.

Nell’indagine del Censis di qualche tempo fa furti, borseggi e spaccio di droghe aumentano ogni anno con percentuali a due cifre. Dove si concentrano? Ovunque: alla stazione Termini, a piazza Vittorio, intorno alla stazione Ostiense, in interi quartieri che vanno dall’Esquilino a San Basilio, da Corviale al Trullo, da Centocelle a Torre Angela, da Laurentino 38 al Pigneto. E poi c’è Torbella, Torbellamonaca, il quartiere, a detta dei residenti, peggiore di Roma. Un’area di altissimo degrado, con palazzoni alveari, strade impraticabili, gang e baby gang in giro ed extracomunitari ovunque.  Con il buio l’area, denominata Gomorra, è considerata off limits anche dalle forze dell’ordine.

C’è stato un sindaco che ha detto che Torbella andrebbe rasa al suolo e ricostruita!

E allora che parliamo a fare di Colle Oppio come se fosse l’unico problema della città; che chiediamo a fare la chiusura dei cancelli d’ingresso se basta spostarsi di un centinaio di metri per trovare riparo; che reclamiamo a fare lo sgombero degli occupanti se, come dice il giovane nigeriano che incontriamo, “adesso la polizia ci caccerà, aspetteremo qualche giorno, poi ritorneremo”. Almeno risparmiamoci le lacrime di coccodrillo!

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