Preannunciati i 13 nuovi Cardinali

cardinali_sliderUn solo italiano, mons. Zenari, nominato cardinale “ma resta in Siria”. Chi sono tutti gli altri porporati

 

ROMA – A sorpresa, al termine dell’Angelus, il Papa ha annunciato che il prossimo concistoro si terrà sabato 19 novembre, a conclusione del Giubileo straordinario della misericordia. E si conoscono già i nomi delle 13 nuove porpore, più quattro ultraottantenni senza diritto di voto nel prossimo Conclave. 

Nel nuovo elenco sono rappresentati tutti e cinque i continenti e comprendono tre porporati statunitensi, tre latinoamericani, due asiatici, tre africani, cinque europei (due ultraottantenni), due asiatici e un rappresentante dell’Oceania.

Tra gli italiani compare, a sorpresa, il nunzio a Damasco, mons. Mario Zenari che comunque – ha precisato Francesco – “rimane nunzio apostolico nell’amata e martoriata Siria”. 70 anni Zenari è originario di Rosegaferro, frazione di Villafranca di Verona. E’ stato nominato il 30 dicembre 2008 da Papa Benedetto XVI Nunzio Apostolico in Siria. 

Il neo cardinale racconta di aver ricevuto la notizia mentre si trovava al ristorante «Antico Ristoro» di Custoza, con i vecchi compagni di studi. “Ho ricevuto una telefonata da mio cognato che mi annunciava quanto deciso dal Pontefice. Non sapevo nulla – spiega il presule ancora emozionato – Non è un riconoscimento alla mia persona, ma un segno di vicinanza alla Siria, un popolo e una terra segnati dalla guerra, dal sangue e dalla morte”.

L’altro italiano scelto è l’ultraottantenne Renato Corti, già per anni vicario generale del cardinale Carlo Maria Martini a Milano e chiamato dal Papa a scrivere le meditazioni per la Via Crucis al Colosseo nel 2015. Dieci anni prima, mons. Corti aveva predicato gli esercizi spirituali di Quaresima alla curia romana.

Con Mario Zenari sono stati nominati cardinali mons. Dieudonné Nzapalainga, arcivescovo di Bangui, la capitale della Repubblica Centroafricana dove il Papa aprì la Porta Santa della misericordia, nel novembre di un anno fa; mons. Carlos Osoro Sierra (arcivescovo di Madrid), mons. Sergio da Rocha (arcivescovo di Brasilia), mons. Blase J. Cupich (arcivescovo di Chicago), mons. Patrick D’Rozario (arcivescovo di Dacca, Bangladesh), mons. Balthazar Enrique Porras Cardozo (arcivescovo di Merida, Venezuela), mons. Jozef De Kesel (arcivescovo di Bruxelles), mons. Maurice Piat (arcivescovo di Port-Louis, Mauritius), mons. Kevin Joseph Farrell, prefetto del dicastero per i laici, la famiglia e la vita (Stati Uniti), mons. Carlos Aguiar Retes (arcivescovo di Tlalnepantla, Messico), mons. John Ribat (arcivescovo di Port Moresby, Papua Nuova Guinea), mons. Joseph William Tobin (arcivescovo di Indianapolis, Stati Uniti).

A questi tredici cardinali elettori si aggiungono “un arcivescovo e due vescovi emeriti che si sono distinti nel loro servizio pastorale e un presbitero che ha reso una chiara testimonianza cristiana”, tutti ultraottantenni. Si tratta di mons. Anthony Soter Fernandez, arcivescovo emerito di Kuala Lumpur (Malaysia), mons. Sebastian Koto Khoarai (vescovo emerito di Mohale’s Hoel, Lesotho), del sacerdote di Scutari, in Albania, Ernest Simoni e, come si è detto, mons. Renato Corti (vescovo emerito di Novara).

Con i tredici nuovi elettori, il plenum del Collegio votante sale a 124 membri. Da qui al 20 novembre, però, usciranno per raggiunti limiti d’età i cardinali Jaime Lucas Ortega y Alamino, arcivescovo emerito dell’Avana (Cuba), Nicolas de Jesus Lopez Rodriguez, arcivescovo emerito di Santo Domingo ed Ennio Antonelli, presidente emerito del Pontificio consiglio per la famiglia.

Rimangono senza porpora i titolari di diocesi importanti, come Venezia, Torino, Los Angeles, Philadelphia, Toledo, Siviglia.

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