Quali trame in atto sulla cyber sicurezza

Renzi_Carrai_sliderIl legame di ferro che unisce da sempre Matteo Renzi a Marco Carrai. Nella società Cys4 entra un socio israeliano

 

ROMA – Siede alla destra del Padre Renzi e i maligni dicono che qualche volta prova a prendere il suo posto. D’altronde Marco Carrai è chiamato non a caso il “gemello diverso” di Matteo. Coetaneo del premier, classe 1975, si può dire che i due hanno salito insieme la scala del potere: Matteo segretario della Margherita, Marco consigliere comunale; Matteo presidente della provincia, Marco capo della sua segreteria; Matteo sindaco di Firenze, Marco nel cda di Firenze parcheggi e presidente della società aeroportuale.

Su su fino a Palazzo Chigi quando, d’intesa fra i due, Marco si dedica a consolidare la propria posizione imprenditoriale in un settore di sicuro avvenire come quello della cyber sicurezza. Nello stesso anno in cui il “gemello” diventa presidente del Consiglio, Carrai fonda la CmC Labs con l’ex dirigente Finmeccanica Mauro Tanzi e Leonardo Bellodi, ex vice presidente ai Rapporti istituzionali dell’Eni ai tempi di Scaroni. La Cys4 entra subito in orbita e stabilisce solidi rapporti con il mondo della finanza, dell’industria e dell’intelligence, non soltanto italiani. Al suo matrimonio, testimone ovviamente Renzi, c’è tutto il gotha nazionale e un’ampia rappresentanza diplomatica straniera.

Tutto è pronto a quel punto perché i “gemelli” si riuniscano a Palazzo Chigi. E’ già stabilito un sottosegretariato ad hoc per “Marchino” in materia di Big Data e cyber sicurezza. Ma qui sorgono alcune impreviste difficoltà, all’interno del palazzo e nelle ambasciate che contano. Gli addetti ai lavori nelle alte sfere tecniche e militari esprimono forti dubbi sulle reali competenze di Carrai e su i suoi rapporti con le aziende di tecnologie avanzate e i servizi segreti israeliani. Anche in casa molti temono che “Marchino” possa entrare di forza nei rispettivi orticelli. Tra gli oppositori, ovviamente non manifesti, si segnalano il sottosegretario Marco Minniti, che ha la delega ai servizi segreti, e Luca Lotti, sottosegretario alla Presidenza e appassionato di 007.

Ma gli stop più pesanti arrivano in primo luogo dal Colle che, si dice, abbia fatto sapere discretamente di non gradire un esproprio di competenze rispetto agli organi istituzionali preposti, e in secondo luogo dai servizi americani che hanno osteggiato apertamente un ruolo attivo di Carrai nell’intelligence italiana soprattutto per i suoi legami con Michael Ledeen, coinvolto in un’inchiesta dell’Fbi su una rete di agenti legati al Mossad intenta a sottrarre documenti riservati del Pentagono.

Renzi e i poteri che lo sostengono non sono persone che si arrendono facilmente. Così c’è che si dichiara sicuro che se vince il sì al referendum, il giorno dopo il presidente del consiglio firmerà il decreto di nomina di Marco Carrai come esperto nel suo staff  per la cyber sicurezza. Renzi pensa,  come Enrico V di Shakespeare, che “noi siamo gli autori del costume” (“We are the makers of manners”) e nessuno ci può fermare.

Neppure il fatto che la Cys4 conti tra i propri azionisti un socio come Ofer Malka, imprenditore israeliano attivo nel settore dell’energia, ma a quanto pare introdotto in Israele negli ambienti che più contano. Malka, amministratore delegato della Hadera Municipal Company, un’azienda del distretto di Haifa, ha rilevato il 6% della Cys4 dalla Cambridge Management Consulting Labs, la società di cui Carrai, oltre a essere presidente detiene, il 21% del capitale.

Ma la sfrontatezza dei “dioscuri di Palazzo Chigi” arriva ad ammettere che la Cys4 non solo lavora a stretto contatto con esperti stranieri di Tel Aviv, ma ha avuto fino a pochi giorni fa, come capo della ricerca e sviluppo, un certo Andrea Stroppa che oggi dichiara “sono consulente di Carrai e suo consigliere”.

Bisogna sapere che il giovanissimo Stroppa nel 2012 fu indagato per aver promosso e partecipato “a un’associazione a delinquere finalizzata alla realizzazione di accessi abusivi a sistemi informatici, detenzione e diffusione abusiva di codici di accesso, interruzione illecita di comunicazioni informatiche”, come si legge nel dispositivo del giudice delle indagini preliminari che nel maggio del 2013 dispose gli arresti domiciliari per quattro dei dieci hacker del gruppo.

Tutti membri di Anonymous Italia, come rileva l’Espresso, che secondo le indagini della polizia postale hanno attaccato per settimane siti della polizia di stato, dei carabinieri, del governo, del ministero dell’Interno, oltre ai siti di leader politici come Beppe Grillo e Massimo D’Alema. Stroppa – che allora non era ancora maggiorenne e che quindi ha potuto beneficiare del perdono giudiziale dal Tribunale dei minori – ha partecipato direttamente alle azioni contro i siti  di un sindacato della polizia penitenziaria, della Guardia costiera, della Banca di Imola e della Luiss.

“Non sono certo fiero di quello che ho fatto, ma erano altri tempi – spiega oggi l’hacker – Il referendum?  Se mi chiamano per dare una mano posso anche andarci, ma sia chiaro che né io né Carrai abbiamo bisogno della politica per lavorare. Per quanto riguarda la cyber security a Palazzo Chigi, non so cosa dovrei andare a fare. Comunque per ora nessuno mi ha chiamato”.

Senza neppure bisogno di oltrepassare la cortina di segretezza e riserbo che necessariamente proteggono il settore della sicurezza nazionale e di quella informatica in particolare, ci si domanda come è concepibile far entrare nella stanza dei bottoni società o personaggi non istituzionali legati a doppio filo a servizi segreti di paesi stranieri? Quale selezione di personale per ruoli così sensibili può ammettere funzionari o esperti dal curriculum più che specchiato? Chi altro lavora per la società Cys4 dal momento che il suo sito è stato improvvisamente svuotato di qualsiasi contenuto e contiene solo un laconico “contact us”? Sul Colle hanno aggiornato il dossier sulla cyber sicurezza nazionale?

Diceva Niccolò Machiavelli: “La prima idea che ti fai di un Principe, del suo cervello, è vedere li uomini che lui ha d’intorno”. Il nostro presidente del Consiglio, ne siamo certi, concorderà pienamente con il suo illustre concittadino.

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