Raggi annuncia la “rivoluzione” dei dirigenti

CAMPIDOGLIO-APERTURA-mVia il dipartimento per le periferie, dentro quelli di sport e turismo. Le selezioni tramite interpello

 

 

ROMA – L’annuncio, come sempre, usa toni trionfalistici: “Ci apprestiamo a fare quello che nessuno ha mai fatto prima, varando un’operazione di riordino delle strutture capitoline che valorizzerà merito, trasparenza, produttività, producendo innovazione e risparmi”.

In effetti dal Campidoglio fanno sapere che la riforma della macchina amministrativa del Comune di Roma è quasi pronta. Una vera e propria “rivoluzione”, secondo la sindaca Virginia Raggi. In attesa di conoscere l’assetto “rivoluzionario” definitivo, l’unico elemento certo finora è soppressione del Dipartimento per le Periferie, creato ai tempi di Veltroni per affrontare in maniera organica uno dei problemi più sensibili della Capitale. Le competenze in materia verranno riassegnate al Dipartimento Urbanistica, che avrà anche le deleghe per la Città storica.

Per un dipartimento soppresso se ne creano due nuovi: il Dipartimento allo Sport e alle politiche giovanili, la cui competenza, in assenza di un assessorato ad hoc, resta al vicesindaco Frongia. Con questa mossa la giunta capitolina vuole da un lato affrontare di petto un tema socialmente cruciale e dall’altro tentare di attutire i contraccolpi del no alle Olimpiadi.

L’altra new entry è il Dipartimento al Turismo e lavoro. Mentre sono chiare le competenze che verranno assegnate in materia turistica, la grande risorsa di Roma mal gestita e scarsamente valorizzata, sulle politiche del lavoro ci sono al momento poche idee, ma confuse. Il modello Roma, quando l’industria manifatturiera era seconda in Italia per fatturato e i servizi segnavano aumenti a due cifre, è un lontano ricordo.

Il vero problema però del riordino della macchina amministrativa sta nella selezione degli “autisti” che guideranno quella macchina. E il governo capitolino ha intenzione di farlo usando il metodo dell’interpello: ogni dirigente potrà candidarsi alla posizione che desidera occupare e sarà scelto sulla base del miglior curriculum.

I 196 dirigenti comunali si apprestano dunque all’annunciato minuetto. La nuova giunta pentastellata intende chiaramente promuovere ai vertici amministrativi persone di sua fiducia, secondo le peggiori pratiche dello “spoil system” e alla faccia della sbandierata meritocrazia. Inoltre  entro il 31 ottobre bisogna completare la rotazione prevista dal Piano Anticorruzione, secondo cui nessun dirigente può restare al proprio posto per più di tre anni consecutivi. Il combinato disposto delle due operazioni può generare veramente un terremoto.

Ogni dirigente potrà candidarsi per le posizioni libere (una per ciascuno), inviando curriculum e lettera motivazionale. Alla fine di questa fase di “candidature” verrà individuato il profilo migliore per ogni incarico. Un primo interpello, di natura “esplorativa”, è già stato fatto per il posto di capo dei vigili, per cui sono arrivate una decina di domande e che verrà preso a modello per le prossime gare. “Per la prima volta il merito prevarrà sulle vecchie logiche spartitorie”, afferma la sindaca. Ma nulla esclude che dopo l’ “ammuina” di facciata sia proprio lei, coadiuvata dal responsabile del personale, quel Raffaele Marra contestato dallo stesso movimento grillino, a prendere le decisioni finali.

I sindacati della Funzione pubblica sono molto scettici e preoccupati per gli esiti della “rivoluzione”. La Cgil di Roma Capitale mette in dubbio che il sistema possa funzionare e soprattutto cambiare realmente le cose: “Vengano pure gli interpelli, ma bisogna trovare un equilibrio fra volontarietà e fabbisogno. Se nessuno si candida per una posizione importante, cosa succede?”, chiede il responsabile Marco D’Emilia. “E poi c’è il Piano Anticorruzione che ha delle priorità ben precise. C’è il rischio di fare solo confusione”.

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