I Medici, Dall’Orto “ladro” di meriti

I_medici_sliderIl direttore generale insediato in Rai a settembre 2015 ha trovato tutti gli elementi della produzione già completati

 

 

ROMA – La nuova serie tv “I Medici”, che va in onda domani su Rai1, è “un progetto molto importante  perché rappresenta per noi, anche da un punto di vista simbolico, l’inizio di un percorso nel campo delle produzioni italiane da lanciare sul mercato internazionale”. Lo ha detto il direttore generale della Rai, Antonio Campo Dall’Orto, intervenendo a Firenze, nel Salone dei Cinquecento di Palazzo Vecchio, alla presentazione della fiction che è stata già venduta in tutto il mondo.

“L’Italia ha influito qualche secolo fa sul mondo con la famiglia Medici – ha ricordato il dg della Rai, gonfiando il petto – e noi oggi raccontiamo quell’influenza. E sempre oggi vediamo come il racconto condiviso, attraverso la fiction televisiva e il cinema, sia un palcoscenico unico ed attraente per il mondo intero. Noi vogliamo essere protagonisti su questo palcoscenico unendo investimenti, talenti e racconto, mostrando il meglio dell’Italia televisiva. La Rai può fare molto in questa direzione”.

Parole sacrosante che ci riempiono il cuore di orgoglio. Ma avremmo gradito ancora di più se il  direttore generale avesse speso due parole per ringraziare e attribuire il giusto merito a tutti coloro che prima che lui arrivasse a viale Mazzini hanno concepito l’opera, l’hanno sviluppata, l’hanno sceneggiata, hanno scelto il cast e individuato i luoghi.

Lui infatti, come si ricorderà, è arrivato in Rai il 6 agosto dell’anno scorso. Nemmeno il tempo di arredare il suo nuovo ufficio e scegliersi lo staff che a metà settembre sono cominciate a Firenze le riprese della fiction. Lui, come si dice in gergo, non ha fatto nemmeno in tempo a dare il primo giro di manovella. Tutto era stato già predisposto.

Onore al merito dunque agli uomini Rai che l’hanno prodotta, a cominciare dal direttore generale Luigi Gubitosi a Tinny Andreatta. Ai coproduttori Lux Vide dei fratelli Bernabei e Big Light Productions, la casa di produzione anglo-francese di Frank Spotnitz, che è anche sceneggiatore de I Medici. E al cast stellare con Dustin Hoffman, Richard Madden e Sarah Felberbaum, la fidanzata del giovane Montalbano. Al regista americano Sergio Mimica-Gezzan, per anni aiuto regista di Spielberg e poi direttore di alcune tra le più famose serie statunitensi.

E invece niente. A Campo Dall’Orto non sembra vero poter cavalcare una realizzazione destinata nelle previsioni dei distributori ad un buon successo planetario. Si è già appuntata sul petto la medaglia del protagonista, incurante della condanna di Giovanni Paolo II nei confronti  “di chi  tende a dominare gli altri al di là dei propri legittimi diritti e meriti”.

Non vorremmo che quei poveri cristi, dentro e fuori della Rai, che hanno “mostrato il meglio dell’Italia televisiva” facessero la stessa fine di “quello che a Natale fa tutto il lavoro di cercare, scegliere e comprare i regali e poi arriva il tipo grasso con la barba bianca e la tuta rossa e si prende tutti i meriti”.

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