Franco Chimenti confermato alla guida del golf

Chimenti_FrancoConfermati anche quelli di tennis e nuoto. Più contrastate le elezioni per rugby, hockey su prato e pallamano

 

ROMA – Franco Chimenti è stato rieletto per la quinta volta consecutiva alla guida della Federgolf, sulla cui poltrona siede dal 2002. Scontato l’esito elettorale, in quanto unico candidato, quello che però fa capire l’alto gradimento del mondo del golf nei suoi confronti è la percentuale ottenuta, il 97,31%. In sostanza su 2603 voti disponibili, Chimenti (che conserva anche la carica di presidente di Coni Servizi Spa) ne ha ricevuti 2533.

Il lavoro svolto dal presidente in questi primi quindici anni è stato esaltante. Dall’apertura del tesseramento a tutti, che ha fatto registrare picchi di 100.000 tesserati, alla valorizzazione dell’Open d’Italia fino alla più grande vittoria italiana della storia del golf, ossia l’assegnazione dell’organizzazione della Ryder Cup del 2022. E ancora la rinascita di un buon gruppo di pro italiani capaci di vincere tornei internazionali e il coinvolgimento di sponsor e media come mai accaduto in precedenza.

Poche altre federazioni sono riuscite ad ottenere risultati di questo tipo in poco più di un decennio. Tra queste, ci sono sicuramente il tennis e il nuoto, e i due presidenti di lungo corso, rispettivamente Binaghi e Barelli, sono stati rieletti da poco con percentuali altrettanto plebiscitarie.

Rimanendo in tema di elezioni, finora altre tre federazioni hanno rinnovato le cariche per il prossimo quadriennio olimpico. Si tratta del rugby, con il presidente uscente Gavazzi rieletto con un magro 54,92% (la federazione è a rischio commissariamento a causa di un debito di 2 milioni di euro). Dell’hockey su prato, anche qui con il presidente uscente Mignardi rieletto solo con il 57,07% dei voti (con l’avversario sconfitto, Grivel, che ha annunciato ricorso contro Mignardi reo secondo lui di non aver presentato la documentazione necessaria per la candidatura). E della pallamano, l’unica che ha cambiato presidente. Quello uscente, Sciannimanico, infatti ha ritirato la candidatura poco prima delle elezioni perché non più certo di farcela, spianando la strada a Di Napoli che ha vinto da candidato unico.

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