Renzi: “Allucinante la decisione dell’Unesco”

 Spianata_moscheeIl premier pronto a “rompere con l’Ue” sulla risoluzione che penalizza Israele. Renzi convoca Gentiloni

 

 

 

ROMA – Il presidente del Consiglio Renzi, a una settimana di distanza dalla risoluzione Unesco che citava il Monte del Tempio di Gerusalemme con il solo termine arabo, si è schierato con insolita durezza a difesa di Israele e contro il suo stesso ministro degli esteri.

Una presa di distanza netta, risoluta, senza precedenti. E la protesta italiana sarà formalizzata già nelle prossime ore, come annuncia lo stesso Matteo Renzi, smentendo clamorosamente la posizione del governo che era stata assai morbida in occasione della risoluzione, finendo con l’assumere un ruolo pilatesco nella disputa sempre più feroce che riproduce nelle sedi sovranazionali il conflitto arabo israeliano.

“Una vicenda allucinante – ha dichiarato Renzi al ritorno da Washington – Ho chiesto al ministro degli Esteri di vederci subito al mio ritorno a Roma. E’ incomprensibile, inaccettabile e sbagliato. Ho chiesto espressamente ieri ai nostri di smetterla con queste posizioni. Non si può continuare con queste mozioni finalizzate ad attaccare Israele. Se c’è da rompere su questo l’unità europea che si rompa”. L’astensione dell’Italia sembra dunque destinata a cambiare di segno, dato che la linea italiana adesso sarà ulteriormente irrigidita. 

E anche Roma entra in qualche modo nella feroce controversia in atto. Il premier israeliano Benjamin Netanyahu, che considera la risoluzione Unesco una “cancellazione della nostra storia”, ha invitato i diplomatici favorevoli alla risoluzione a visitare l’arco di Tito a Roma, dove è inciso il saccheggio di Gerusalemme, il cui bottino di guerra comprendeva anche la menorah a sette bracci. Quel candelabro a olio acceso dai sacerdoti per illuminare il Secondo Tempio è ancora il simbolo di Israele.

Le opposizioni sono scatenate e, pur condividendo in maggioranza la posizione di Renzi, non mancano di attaccare il governo per la confusione e il pressapochismo dimostrati. ”La risoluzione dell’Unesco su Gerusalemme est – dichiara Maurizio Lupi, presidente dei deputati di Area popolare – è gravissima. Siamo al paradosso che un’agenzia internazionale delle Nazioni unite nega la storia: il Muro del pianto non ha identità ebraica, né ce l’avrebbe la Collina del Tempio. Sinora – aggiunge – il negazionismo era appannaggio di qualche sedicente storico, peraltro isolato dalla comunità accademica”.

Stessi toni usati da Lorenzo Dellai, presidente del gruppo parlamentare ‘Democrazia Solidale-Centro Democratico’ alla Camera: “Sul delicatissimo tema di Gerusalemme, l’Unesco ha assunto una decisione assolutamente irresponsabile. Nonostante i molti appelli alla prudenza e le perplessità della stessa direttrice è prevalsa la volontà di colpire politicamente Israele e, ciò che è più grave, di dare voce ad un latente, inaccettabile pregiudizio antisemita”. Cicchitto (Ncd) a sua volta twitta: “L’Unesco sbaglia approvando una mozione inaccettabile e l’Italia sbaglia ad astenersi”. 

Anche da parte cattolica viene l’indignazione per la decisione. “La Comunità di Sant’Egidio disapprova la recente risoluzione della Commissione dell’Unesco sulla tutela del patrimonio culturale della Palestina e il carattere distintivo di Gerusalemme Est. La scelta di usare esclusivamente la denominazione ‘Nobile santuario’, che in arabo indica la moschea di Al-Aqsa, e ignorare il termine ebraico ‘Monte del Tempio’, contraddice la vocazione dell’organismo internazionale deputato a tutelare il patrimonio culturale del mondo, denotando finalità politiche. In questo modo, oltre ad offendere la sensibilità religiosa di milioni di ebrei, vengono ignorati elementi storici e archeologici inconfutabili, che non mettono in discussione la santità della stessa area per i credenti delle altre religioni”. 

Critico contro Renzi è invece Capezzone, deputato Conservatori e riformisti: “Sento Renzi ‘tuonare’ contro l’Unesco. E dov’era quando per due volte l’Italia si è astenuta in quella sede, a distanza di giorni? Forse era impegnato nelle sue trattative con l’Iran, su cui il Governo si rifiuta da settimane di rispondere alla mia interrogazione. Ridicolo essere pro-Israele nei giorni pari, pro-nemici di Israele in quelli dispari. Occorre essere dalla parte di Israele sempre, non a giorni alterni o a danno già avvenuto”.

Più equilibrato il presidente del gruppo Misto alla Camera Pino Pisicchio: “La risoluzione approvata dall’Unesco sulla denominazione dei luoghi sacri di Gerusalemme est, privati della versione israeliana, non appare equa né culturalmente accettabile e, peraltro, suscita conflitti politici di cui non mi pare che quel quadrante del Medio Oriente abbia bisogno”.

Infine Elvira Savino, capogruppo di Forza Italia in Commissione Politiche della Ue alla Camera, ha dichiarato: “Con una settimana di ritardo il premier Renzi si è accorto della mozione votata dall’Unesco, con la complicità dell’Italia che si è astenuta, contro Israele. Delle due l’una: o Renzi lo sapeva ed è grave che non abbia fatto nulla per impedirlo, oppure non lo sapeva e allora è ancora più grave che il premier italiano non sappia cosa vota l’Italia negli organismi internazionali”.

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