Gioco d’azzardo, cure peggiori del male?

Slot_machine_sliderIl dl allo studio divide le sale giochi in due categorie. Il governo vuole ridurre del 30% le slot nei locali pubblici

 

ROMA – La ludopatia, il gioco d’azzardo patologico (Gap), è ormai considerato una malattia sociale a tutti gli effetti. Due deputati del Gruppo misto della Camera dei Deputati, Nicola Ciracì e Benedetto F. Fucci del gruppo misto, hanno interrogato i ministri della salute e dell’economia per segnalare che la Conferenza permanente Stato-regioni ha espresso recentemente parere favorevole sullo schema di riparto del fondo per il gioco d’azzardo istituito presso il ministero della Salute al fine di garantire la prevenzione, la cura e la riabilitazione delle persone affette da questa patologia.

Lo schema di decreto intenderebbe suddividere i luoghi autorizzati in due classi, A e B, con la conseguenza che solo le sale che verranno ricomprese all’interno della prima categoria saranno sottoposte ai limiti imposti dalle leggi regionali e comunali in materia. Il Governo, nella persona del Sottosegretario all’economia e alle finanze Baretta, dichiara che intende – entro il 2017 – ridurre del 30 per cento il numero delle slot nei locali pubblici, come bar e tabaccai.

I due interroganti ricordano che il gioco d’azzardo conta in Italia 790.000 dipendenti da gioco e 1.750.000 giocatori a rischio patologia e il pericolo riguarda in misura consistente anche giovani fra 15 e 18 anni. Per fare fronte a questa situazione Stato, regioni e comuni hanno l’obbligo di adottare concrete misure volte a favorire il recupero dei pazienti affetti da gioco d’azzardo patologico. Il cosiddetto decreto Balduzzi del 2012 ha creato l’osservatorio sulla ludopatia, riconoscendola come patologia che caratterizza i soggetti affetti da sindrome da gioco con vincita di denaro, prevedendo un progressivo spostamento degli esercizi con apparecchi da gioco prossimi a istituti scolastici, ospedali e luoghi di culto.

Secondo i due deputati, le conseguenze, in caso di approvazione del provvedimento governativo, sarebbero disastrose, annullando ogni progresso fatto finora nel contrastare la diffusione delle conseguenze descritte. Il rischio infatti è quello di veder ricompresi nella categoria “non pericolosa” (B) esercizi in cui si rende possibile distruggere con il gioco gli avventori al pari delle sale slot. La sola differenza sarebbe che tali esercizi non sarebbero sottoposti alla normativa regionale in materia di distanze dai luoghi sensibili accanto ai quali potrebbero nascere migliaia di sale certificate.

Le videolottery (VLT) rispetto alle new slot (AWP) hanno proprietà tecniche più pericolose capaci di alimentare la patologia in esame e per questo possono essere installate solo nelle sale dedicate al gioco autorizzate ai sensi dell’articolo 88 del Testo Unico delle leggi di pubblica sicurezza. Ma questo significa che le rimanenti 150.000 slot machine da bar (AWP) non verrebbero dismesse ma spostate nelle migliaia di nuove sale certificate di tipo A che potrebbero nascere vicino ai luoghi sensibili. La conseguenza paradossale sarebbe che il giocatore in cerca delle slot da bar sarebbe costretto a spostarsi nelle sale di tipo A dedicate all’azzardo, trovando anche le molto più pericolose videolottery.

Ciracì e Fucci chiedono quindi ai due ministri quali elementi intendano fornire in relazione a quanto sopra esposto; come intendano intervenire per evitare che una siffatta proposta – se approvata – comporti le conseguenze descritte in premessa; se intendano assumere iniziative per tutelare la concorrenza del mercato nel settore del gioco, evitando una situazione di oligopolio derivante dalla creazione di sale certificate di tipo A unicamente da parte delle maggiori multinazionali del gaming.

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