I frigoriferi negli incubi della Raggi

Frigoriferi_RaggiLa deposizione del sindaco alla Commissione parlamentare antimafia. Nessun complotto dei ‘poteri freddi’, ma solo la scadenza del contratto con l’Ama

 

ROMA – In apertura di seduta della Commissione parlamentare antimafia, convocata stamattina per ascoltare la sindaca di Roma Virginia Raggi, la presidente Rosy Bindi ha detto che “il municipio di Ostia è stato sciolto perché a Ostia c’è la mafia, nonostante quello che dice la Corte di appello di Roma”. La sindaca ha sottoscritto in pieno la dichiarazione, aggiungendo che “confidiamo sull’opera della Cassazione che ristabilisca la verità su quella circoscrizione”.

Per il resto della deposizione la Raggi ha ribaltato completamente la realtà che vede l’amministrazione in fase di totale stallo. “Le prime attività poste in essere nei primi 4 mesi – ha detto Raggi – denotano una forte discontinuità con il passato, volta a creare una cesura netta con il passato, a cambiare il modo di amministrare e ribadire che tutto ciò che ha a che fare con mafia e criminalità non ha diritto di cittadinanza”.

“Il fatto – ha proseguito al sindaca – di avere individuato una persona che lavori a stretto contatto con Vulpiani (commissario straordinario del X municipio di Roma, ovvero di Ostia, ndr), è per dare a lui tutto il supporto di cui ha bisogno. Stiamo lavorando su rinnovo di concessioni illegittime, ma quella proroga vergognosa votata dal Parlamento ci taglia le gambe. Su quelle illegittime stiamo lavorando, sul resto non posso fare altro che adeguarmi”. 

Sui rifiuti in particolare, al centro in queste ore di ironici commenti, la Raggi ha precisato che “la malavita e la mafia si annidano soprattutto nella gestione dell’indifferenziato. L’amministrazione sta agendo in discontinuità, insieme all’assessore Muraro – ha spiegato -. Vogliamo eliminare i privati che lucrano sul ciclo rifiuti, far sì che Ama diventi proprietaria degli impianti. Questa è discontinuità”.

Intanto non si spegne l’eco dell’intervista della sindaca a La Repubblica in cui lamentava di non aver mai visto come in questi ultimi tempi tanti frigo, divani e altri rifiuti ingombranti davanti ai cassonetti e di trovare la cosa “strana”. Tra lazzi e frizzi dei social network, in cui la vicenda è stato subito ribattezzata “frigogate”, si vengono a sapere due cose: che il servizio Ama di raccolta a domicilio dei rifiuti ingombranti è sospeso da prima dell’estate per scadenza contrattuale e che nella gara indetta per rinnovarlo cinque degli otto lotti in cui la gara era stata divisa sono stati vinti dalla cooperativa “29 giugno”, quella di Salvatore Buzzi.

“Un complotto sui frigo lasciati per strada a Roma assolutamente non esiste – afferma il segretario della Fp Cgil Roma e Lazio Natale Di Cola – C’è una nostra denuncia che risale a maggio 2016: il servizio per il ritiro degli ingombranti è scaduto e l’Ama ha sbagliato la procedura della nuova gara. Il servizio che oggi risulta a singhiozzo viene attualmente svolto da lavoratori dell’Ama distolti da altre funzioni. Dopo numerose sollecitazioni l’azienda ci ha comunicato che da dicembre dovrebbe riprendere il servizio”.

Spariranno, forse, frigoriferi e materassi. Rimarranno invece indelebili la cantonata e il dilettantismo della prima cittadina.

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