Atac, fallimento o commissariamento?

atac-sliderSi va verso il redde rationem per l’azienda di trasporto. Conti e qualità del servizio si spostano in Parlamento

 

ROMA – Sembra essere ormai questo il dilemma di fronte al quale si trova l’azienda di trasporto romana. Con una larga maggioranza (181 voti a favore e 49 contrari), la mozione approvata dal Senato chiama in causa per la prima volta il governo centrale e riapre quindi tutti i giochi.

La diagnosi che i senatori firmatari fanno della situazione dell’Atac è impietosa. “Il servizio di trasporto pubblico locale di Roma versa in uno stato di profonda crisi gestionale. I disservizi, nonostante il notevole impegno del personale operativo, si registrano ormai con cadenza quotidiana. Il parco veicoli bus, della metropolitana e dei treni offre in questi giorni un servizio del tutto inadeguato alle esigenze di mobilità di una metropoli come Roma.

Il Regolamento comunitario dispone che l’aggiudicazione dei contratti di servizio pubblico di trasporto avvenga, a decorrere dal 31 dicembre 2019, mediante procedura di gara ad evidenza pubblica. L’attuale situazione dell’Atac, in una prospettiva sia industriale che patrimoniale e finanziaria, non consente che nei prossimi due anni sussistano neppure le condizioni minime per essere ammessi alla procedura di gara.

Per questi motivi i firmatari della mozione (tutti i partiti tranne Sel e M5S) invitano il governo a “valutare, anche alla luce delle linee guida in merito alla politica di gestione delle imprese partecipate dalla pubblica amministrazione, se sussistano le condizioni per porre in essere una procedura concorsuale, attivando per l’Atac una amministrazione straordinaria speciale. A valutare altresì la possibilità di collocare temporaneamente la partecipazione dell’Atac all’interno del ministero dell’Economia e delle finanze, affidando contestualmente ad una struttura tecnica scelta ad hoc il compito del risanamento industriale e patrimoniale dell’azienda”. 

Nella discussione che ha accompagnato l’iter della mozione, le opposizioni di Sel e 5Stelle si sono scatenate. La senatrice De Petris (Misto-SI-SEL) aveva intuito che “dietro la presentazione di quello che sembrava un neutrale ordine del giorno sulla sicurezza del trasporto a Roma, ci fosse dell’altro. e infatti c’è uno strabiliante ordine del giorno che va nel tentativo di avocare centralmente la gestione dell’Atac. C’è invece una giunta e anche con quella bisogna avere la possibilità di concordare un processo di risanamento, mettendo le risorse e facendo anche chiarezza su come sono state impiegate per tutto il periodo della gestione precedente”.

Il più furente è stato senza dubbio il senatore Cioffi (M5S) che si è scagliato con particolare foga contro le fila della maggioranza: “Voi siete quelli di Mafia Capitale. Non dimentichiamolo mai! Voi siete stati quelli definiti famelici da Buzzi, quelli che hanno nelle loro file il deputato Michela Campana, che in una intercettazione ha definito Buzzi il suo grande capo. Potremmo parlare anche di Luca Odevaine, il facilitatore di Buzzi, che era il vice capo di gabinetto di Veltroni: due anni e due mesi, 250.000 euro di mazzette da restituire. Voi avete lasciato 14 miliardi di debiti nella gestione commissariale e 1,4 miliardi di debiti su Atac. E oggi dal cappello a cilindro tirate fuori la richiesta di commissariamento? Ma commissariatevi voi!”.

Il senatore Stefano Esposito (Pd) gli ha risposto per le rime: “Vede, senatore Cioffi, le consiglieri di suggerire all’amministrazione che lei sostiene di non tornare indietro su questo, perché gli atti di questi tre mesi certificano esattamente il contrario, cioè che tutti quelli che in quell’azienda hanno aperto i cassetti li avete presi e li avete mandati a casa. Voi li avete mandati a casa, caro senatore Cioffi, e li avete sostituiti con parenti di vostri amministratori eletti nel XV Municipio”.

Come si vede non si è trattato di un certame cavalleresco!

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