Il terremoto cambia il volto del Paese

Terremoto_montagnaLe scosse continuano. Gli sfollati sono più di 26.000, di cui oltre la metà assistiti nei comuni di residenza

 

 

ROMA – La morfologia dell’Italia centrale cambia volto. Il terremoto che continua a scuotere il territorio ha deformato una superficie di 1.100 chilometri quadrati, secondo i calcoli dell’Agenzia spaziale italiana e del Cnr-Irea, sulla base dei dati e delle immagini forniti dai satelliti Cosmo-SkyMed e Sentinel 1.

Il sisma del 30 ottobre scorso, ha aperto impressionanti fratture sul Monte Porche, il Monte Vettore e il Monte Redentore, ma è tutta la catena degli Appennini, al confine tra Marche e Umbria a tremare. A Castelluccio di Norcia il terreno è sprofondato di 70 centimetri. L’area di Norcia, in provincia di Perugia, si è spostata di 30 centimetri verso ovest. Quella di Montegallo, in provincia di Ascoli Piceno, di circa 40 centimetri verso est.

Dal 24 agosto al 2 novembre, secondo l’Ingv, le scosse hanno superato quota 21.600. I terremoti di magnitudo compresa tra 3 e 4 sono stati circa 615, 40 quelli di magnitudo compresa tra 4 e 5, cinque quelli di magnitudo maggiore o uguale a 5.

Gli sfollati sono saliti a più di 26 mila. Di questi 15.400 sono assistiti sul territorio del comune di residenza in palazzetti dello sport, centri polivalenti, alberghi o agriturismi. Sono invece circa 6.700 gli sfollati accolti in hotel lontani dai luoghi colpiti dalle scosse, lungo la costa adriatica delle Marche e in Umbria attorno al lago Trasimeno.

Nel Lazio gli assistiti sono poco più di 800: 170 in strutture di prima accoglienza allestite a livello comunale, circa 50 in tenda, poco più di un centinaio in strutture ricettive sul territorio e circa 500 negli alberghi della costa adriatica. In Abruzzo, infine, ci sono 500 assistiti, più di 300 in strutture di prima accoglienza allestite a livello comunale e i restanti in strutture ricettive in ambito comunale.

Secondo le prime stime del ministero dell’Economia, nel 2017 le pubbliche amministrazioni centrali e locali spenderanno per la messa in sicurezza del territorio e degli edifici pubblici, e per avviare la ricostruzione edilizia vera e propria, circa 6 miliardi di euro. Lo sforzo vale quasi il doppio dello 0,2% (circa 3,5 miliardi) di margine sul deficit chiesto adesso alla Commissione europea.

Nei 6 miliardi sono compresi sia gli stanziamenti in arrivo con la legge di Stabilità, sia quelli già messi in campo con i decreti d’emergenza emanati dal governo: 50 milioni di euro il 25 agosto, 40 milioni il 27 ottobre, 40 milioni il 31 ottobre. Cui si aggiungono i 266 milioni per il 2016 e i 200 milioni per il 2017 previsti dal decreto del 17 ottobre, per far fronte ai danni del sisma di Amatrice.

Anche se la conta dei danni causati dai tre terremoti non è ancora conclusa, secondo il commissario per il sisma Vasco Errani, soltanto nel Reatino le richieste di risarcimento ammontano a circa 4 miliardi di euro. Ma i successivi eventi sismici del 26 e 30 ottobre, sulla base delle prime stime della Protezione civile, pur senza fare vittime, hanno provocato una devastazione più vasta e diffusa. È lecito quindi aspettarsi che la cifra finale possa essere più che doppia.

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