Di Canio scrive alla presidente delle comunità ebraiche

dicanioL’ex calciatore della Lazio chiarisce la sua posizione dopo essere stato sospeso da Sky per un suo tatuaggio

 

ROMA – Era stato sospeso da Sky dopo essere apparso in trasmissione con un vistoso tatuaggio Dux sul braccio destro. La partecipazione dell’ex calciatore della Lazio Paolo Di Canio al programma di Sky Sport di approfondimento sul calcio inglese aveva suscitato un vespaio di proteste da parte delle comunità ebraiche, che avevano indotto l’emittente televisiva a sospendere il Di Canio dalle apparizioni in video.

Ora l’ex calciatore e poi allenatore in Inghilterra ha inviato un messaggio alla presidente dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane, Noemi Di Segni, per chiarire una volta per tutte la sua posizione su un tema così sensibile. “Sento di dover tornare su un argomento che pensavo di avere già chiarito in passato – si legge nel messaggio pubblicato su www.moked.it, il portale dell’ebraismo italiano – Non ho e non voglio avere niente a che spartire con idee antisemite, razziste, discriminatorie, violente. Ritengo, senza se e senza ma, che le leggi razziali volute da Mussolini siano state una terribile infamia per la storia del nostro Paese, che causò un’immane tragedia per migliaia di ebrei in Italia. Questa è la mia posizione convinta e determinata.

“Dopo quello che, mio malgrado e contrariamente alla mia volontà, è recentemente accaduto – prosegue Di Canio -, voglio ribadire questi miei convincimenti, scrivendo alla presidente dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane perché ne sia portavoce verso tutte le Comunità, così da chiudere una pagina recente di dolore e di amarezza, anche per me”.

Il messaggio è così commentato da Noemi Di Segni: “I tempi che viviamo impongono grande attenzione alle parole che usiamo, ai gesti che compiamo e ai simboli che accompagnano la nostra vista privata ed in pubblico. Un senso di responsabilità, nell’arginare ogni forma di odio, che grava ancor più a chi si rivolge al grande pubblico e che ricoprendo un preciso ruolo – conclude la presidente Ucei – ha una chiara riconoscibilità mediatica, e inevitabilmente concorre a formare le coscienze e le opinioni soprattutto dei giovani”.

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