Enel-Almaviva, il gioco delle tre carte

Call-center-sliderI 295 dipendenti ex Almaviva assunti dalla Molfetta Exprivia che a sua volta ne licenzia 58. Scoperto il trucco

 

 

ROMA – Mentre scriviamo si apre stamattina al ministero dello Sviluppo economico il tavolo per formalizzare l’accordo che blocca il trasferimento dei dipendenti Almaviva da Palermo a Rende (Cs). L’annuncio era stato dato qualche giorno fa su Twitter dalla viceministra Teresa Bellanova con toni trionfalistici: “#Almaviva I lavoratori sono al primo posto. Bloccati i trasferimenti dalla Sicilia alla Calabria. Martedì convocato incontro al ministero dello Sviluppo. Miglior modo di rispettare persone è lavorare nel loro interesse scongiurando trasferimenti, tutelando occupazione Almaviva”.

In realtà Almaviva Contact licenzia 295 suoi operatori di call center, sul totale dei 398 impiegati a Palermo nella commessa Enel, che però vengono assunti ex novo dalla società di Molfetta (Ba) Exprivia, che si è aggiudicata la commessa Enel. I lavoratori saranno inquadrati al terzo livello del contratto collettivo, ma con le tutele dell’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori. Per compensare l’azzeramento degli scatti di anzianità, Exprivia sarebbe pronta a ripartire una quota economica (240 mila euro) tra i lavoratori ex Almaviva da assumere. Gli altri 98 dovrebbero rimanere in Almaviva Contact.

Lo spettro dei licenziamenti più volte minacciato da Almaviva, almeno per questi lavoratori si allontana. Tutti contenti dunque, pronti a festeggiare lo scampato pericolo? Nemmeno per idea, perché alla base dell’accordo c’è un trucco che la vice ministra ignorava o si è ben guardata bene dal rivelare.

Si apprende infatti che l’azienda Exprivia Projects si era aggiudicata l’importante commessa dell’Enel per il suo Front Office (call center), fino a quel momento gestita da Almaviva, mentre le lavorazioni di Back Office venivano affidate ad un’altra azienda molfettese, la Network Contacts.

Improvvisamente venti giorni fa i rappresentanti sindacali sono convocati dal presidente di Exprivia Projects, vicepresidente del Gruppo Exprivia, Dante Altomare, per informarli che 58 dipendenti, tutti con contratto regolare di lavoro a tempo indeterminato, dovevano dimettersi di propria iniziativa, per essere successivamente assunti dall’azienda concorrente Network Contacts.

Superato lo sconcerto del primo momento, i 58 dipendenti accettavano giovedì scorso l’invito a presentarsi presso il nuovo datore di lavoro, il quale li informava che Network Contacts si era dichiarata disponibile ad assumere gli esuberi di Exprivia Projects, ma non alle stesse condizioni lavorative. L’offerta prevedeva solo contratti part-time a tutele crescenti e invitava gli interessati a comunicare la propria volontà all’accettazione di simili condizioni entro il termine perentorio del mezzogiorno di ieri lunedì 7 novembre.

I lavoratori sono scesi immediatamente sul piede di guerra, domandandosi: “Perché i dipendenti siciliani in esubero hanno comunque ottenuto l’applicazione di condizioni avvicinabili a quelle contenute nella clausola sociale? Perché le stesse sono state negate a 58 dipendenti pugliesi, padri e madri di famiglia, lavoratori coscienziosi? Perché Enel spinge per ‘salvare’ degli italiani, affossando inesorabilmente degli altri? Perché i dipendenti Exprivia Projects dovrebbero dimettersi di propria iniziativa, per accettare condizioni di lavoro presso l’azienda Network Contacts gravemente peggiorative? Perché Exprivia Projects assume nuovo personale per le lavorazioni vinte, ma licenzia (anzi sollecita a rassegnare le dimissioni) quello del quale sino ad oggi ha disposto? Exprivia Projects assume operatori call center, dimenticando di avere già in scuderia, dipendenti assunti col contratto delle telecomunicazioni con qualifica di addetto call center. Ma di questi ultimi tenta di liberarsi”.

Enel, Almaviva, Exprivia, le tre carte. Si capirà oggi chi vince e chi perde.

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