Mazzoncini, asso ferroviario pigliatutto

Mazzoncini_sliderFerrovie dello Stato ha acquistato da Save per 65 milioni di euro la residua quota del 40% di Centostazioni

 

ROMA – Dopo la brillante operazione dell’estate scorsa con cui è riuscito a cedere in un colpo solo lo sfruttamento commerciale fino al 2040 delle 14 Grandi Stazioni ferroviarie italiane, l’amministratore delegato di Ferrovie dello Stato, Renato Mazzoncini, si appresta a bissare l’impresa.

Con una parte infatti dei 610 milioni di euro incassati dal raggruppamento di imprese formato dalla francese Antin, dall’italiano Maurizio Borletti e dal fondo immobiliare Icamap (altri 342 milioni sono andati ai soci privati di Eurostazioni), l’ad di FS ha lanciato in grande spolvero l’operazione “Smart Station”.

Di che si tratta? Ferrovie dello Stato ha appena firmato il contratto per l’acquisto della totale proprietà di Centostazioni per 65,6 milioni di euro, che consente al gruppo Fs una gestione unitaria di un network di oltre 600 stazioni. A vendere il pacchetto del 40% di Centostazioni è stata la Save, la concessionaria degli aeroporti veneti controllata per il 60% da quella Finint che naviga in acque agitate a causa dell’esposizione debitoria di uno dei due soci forti, Andrea De Vido.

Ma questa è solo la prima parte dell’operazione “Smart Station”. Attualmente infatti la rete di grandi e medie stazioni ferroviarie appartiene a tre soggetti: Centostazioni, Grandi Stazioni e Rfi. Gli ultimi due già posseduti da Ferrovie dello Stato, il primo in arrivo. “In questo modo entro il 2017, a contratto Save completato – ha spiegato l’amministratore delegato del gruppo, Renato Mazzoncini – ci riapproprieremo integralmente della proprietà di tutte le stazioni, potendo di conseguenza contare su una regia unica per tutte le 600 stazioni”.

Il passaggio successivo prevede la cessione a privati, attraverso gare, del ramo retail di alcune stazioni di Centostazioni, ossia di quelle che, per il numero di passeggeri in transito e per gli spazi a vocazione commerciale, possono diventare attrattive per centri shopping, servizi, intrattenimento. Dovrebbero essere non più di una diecina, tra cui quasi certamente le stazioni di Milano Porta Garibaldi, Padova, Pisa Centrale e Roma Ostiense. Alla fine delle operazioni fuori dal perimetro FS ci sarà un altro network di non più di 20 stazioni: le 13 del gruppo Grandistazioni, il cui sviluppo commerciale, come si è visto, è stato già affidato a terzi, e qualcun’altra attualmente ancora in Centostazioni.

Tutte le altre stazioni invece con la completa gestione del Gruppo FS diventeranno hub intermodali (terminal bus, gestione parcheggi, autonoleggio, car sharing/bike sharing, ricariche veicoli elettrici), con la dotazione di utili servizi ancillari (guide turistiche, ristoranti tipici, per la fidelizzazione del viaggiatore), nonchè nuove funzioni, dai temporary office, agli incubatori di start up, fino ai pik up point di Amazon, con celle frigorifere per la spesa fatta online, alle lavanderie, insomma una serie di servizi sui quali i viaggiatori, o anche i semplici visitatori, devono poter contare.

“Diventeranno – dice ancora Mazzoncini, gongolante per  risultati 2016 del gruppo – Smart Station per la Smart Life dei nostri (perchè non smart? ndr) clienti”.

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