Quest’anno gli immigrati saranno 200.000

immigtratiIl responsabile del ministero dell’Interno fornisce i dati veri sull’ininterrotta escalation degli sbarchi.

 

 

ROMA – Al centro dell’audizione del prefetto Morcone, capo del Dipartimento per l’immigrazione del ministero dell’Interno, presso la Commissione del Senato per la tutela e la promozione dei diritti umani, ci sono state due questioni rilevanti. Una ha riguardato la ferma contestazione del rapporto di Amnesty International sui centri italiani di identificazione dei migranti (hotspot) e del rilevamento in quelle strutture delle impronte digitali, dove, secondo la ong, sarebbero avvenuti episodi di “tortura” per i soggetti reticenti.

Su questo l’alto funzionario del ministero è stato categorico. “Nell’ambito degli hotspot sono coinvolte UNHCR, OIM, Save the Children, le Agenzie europee FRONTEX, EASO, EUROPOL e in diversi luoghi anche (in sostegno alle strutture sanitarie nazionali) Emergency e l’Istituto nazionale per la promozione della salute delle popolazioni migranti………. Mai nessuna di queste organizzazioni o dei funzionari presenti hanno segnalato episodi come quelli denunciati. Risulta poi infondata l’affermazione, ripetuta numerose volte, dell’utilizzo di manganelli elettrici o strumenti atti ad indurre scariche elettriche, strumenti che non sono in dotazione alle forze di polizia italiane. Infine – conclude Morcone su questo punto – solo per completezza si esibisce una lettera del 2 novembre scorso e quindi contestuale alla diffusione del Rapporto, con la quale la FRA (Agency for Fundamental Rights) in una sua specifica relazione del settembre 2016, redatta dopo la visita a Pozzallo e a Taranto, si congratula per le procedure di fingerprinting che, così come attuate, limitano la necessità del ricorso a misure coercitive. Lo stesso, peraltro, è stato riferito da una delegazione del Congresso americano che pure ha visitato il Centro di Trapani il 3 novembre scorso”.

Ma l’audizione del prefetto si segnala soprattutto per le cifre inquietanti che il fenomeno migratorio ha assunto nel nostro Paese e che continua a crescere in maniera invasiva. “Guardando al contesto attuale dei flussi verso l’Italia, non si può negare il momento di difficoltà che il nostro Paese sta vivendo. Rispetto al 2014, anno che ha registrato il maggior numero di arrivi (170.100), nel 2016 si registra un aumento di circa il 16 per cento e probabilmente da oggi alla fine dell’anno si raggiungeranno i 200.000 arrivi (rispetto all’anno scorso, quando gli sbarchi furono 153.842, l’aumento è del 30% non del 16, ndr).

“Bisogna misurarsi – continua Mario Morcone nel suo asettico ma drammatico rapporto – con l’insofferenza dei territori di fronte alle richieste dei prefetti di ulteriori posti in accoglienza e spesso la mediazione è complicata. Il quadro si complica guardando a quanto accade a livello europeo, non ultimo il tentativo di approvare una riforma del regolamento di Dublino che va nella direzione contraria a una più equa e condivisa distribuzione dei profughi, aggravando ulteriormente il peso dell’accoglienza sui paesi del sud Europa, Italia in primis”.

Questi sono fatti, non chiacchiere e generici appelli all’accoglienza, che non costano nulla a chi li fa e servono solo a mettere a posto le coscienze. Il dato è che 550 profughi sbarcano in Italia ogni giorno per 365 giorni l’anno. L’Europa, ormai si è capito, gira la testa dall’altra parte e non ne vuol sentir parlare. E il governo che fa? Si occupa del referendum e di uno 0,1% in più o in meno di flessibilità da parte dell’UE? Dopo il 4 dicembre potrebbe svegliarsi di soprassalto.

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