Centro storico, una proposta inutile e tardiva

Piazza_VittorioBar, fast food e souvenir rimpiazzano le vecchie botteghe. Dopo che i buoi sono scappati si chiude la stalla

 

ROMA – E’ proprio vero che oramai anche la parte migliore della classe dirigente di questa città sembra aver smarrito del tutto il senso della realtà (e del ridicolo). In un quadro generale di devastazione e degrado diffuso ovunque, di cui ogni giorno subiamo sconcertanti aggiornamenti, il Pd romano saluta con soddisfazione l’avvio della discussione in commissione commercio della proposta di tutela del centro storico presentata dal gruppo dei democratici, di cui il consigliere Orlando Corsetti è primo firmatario.

Mentre è sotto gli occhi d tutti che i “buoi sono scappati” da anni, si propone di chiudere le stalla. “La delibera che abbiamo proposto – si legge in un nota Pd – vieta di aprire nuove attività di tipo alimentare e di vendita di souvenir in comparti storici saturi oltre ogni limite”. Salvo ammettere una riga dopo che la frittata è ormai irrimediabilmente fatta: “Strade come via dei Coronari, via degli Avignonesi, via delle Muratte o Borgo Pio sono sempre meno riconoscibili e degradate dalla presenza strabordante di negozi di souvenir e di food veloci. E’ l’unico modo per fermare questa spropositata presenza nelle aree tutelate. Tra i quartieri da tutelare, oltre la zona storica, sono stati inseriti anche l’Esquilino, alcune aree di Prati e Trionfale e San Lorenzo”.

“Concordiamo e facciamo nostro l’appello degli intellettuali alla Sindaca e all’Unesco a vigilare affinché il centro storico ‘più vasto e bello del mondo’ non sia definitivamente  sommerso da una miriade di vinerie, birrerie, pizzerie, gelaterie, friggitorie, souvenir e altro ancora. Di fatto queste attività nel giro di un lustro si sono più che triplicate con la contemporanea e progressiva scomparsa di negozi storici, librerie, antiquari, restauratori e altri artigiani. Parallelamente sono aumentate esponenzialmente anche le attività di bed&breakfast che hanno comportato l’ulteriore esodo dalle Mura Aureliane di residenti”. 

E infine l’immancabile scarico di responsabilità: “Nel corso del quinquennio di Alemanno la città storica è stata abbandonata a se stessa e neanche la giunta Marino è riuscita ad invertire la tendenza allo stravolgimento del tessuto economico e sociale della parte più pregiata della nostra città. E’ per questo motivo che auspichiamo il rapido approdo e la successiva approvazione della proposta in Assemblea capitolina“. Lo speriamo ovviamente anche noi, anche se purtroppo siamo certi della sua tardiva e totale inefficacia.

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