La porta girevole tra Comune e Regione

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L’ex ragioniere generale del Campidoglio passa a via della Pisana per guidare la ricostruzione

 

ROMA – Il vorticoso e caotico giro di dirigenti e funzionari del Comune di Roma produce a volte effetti al limite del paradosso. E’ il caso dell’ex ragioniere generale di Roma Capitale sollevato in un’interrogazione congiunta di Fabrizio Santori, consigliere regionale del Lazio, e Francesco Figliomeni, consigliere capitolino, entrambi esponenti di Fratelli d’Italia.

I due fanno notare che “la Regione Lazio in data 3 novembre 2016 ha pubblicato il Bando per la ricerca di professionalità per il conferimento dell’incarico di direttore dell’ufficio speciale per la ricostruzione post sisma 2016. L’incarico è stato assegnato dalla Regione il 17 novembre con sbalorditiva velocità a Stefano Fermante, individuato tra le altre professionalità come il più adatto a ricoprire quel ruolo”. 

Si chiedono gli interroganti “se lo Stefano Fermante in questione sia la stessa persona che fino a qualche giorno prima ha rivestito il ruolo di ragioniere generale di Roma Capitale. Colui del quale indiscrezioni giornalistiche avevano riportato a fine settembre, quindi circa un mese prima del successivo incarico, un’insofferenza e idiosincrasia con la giunta Raggi tali da paventare dimissioni dalla sua carica. Al riguardo abbiamo inoltrato un accesso agli atti negato però sia dal Gabinetto della Sindaca, sia dalla direzione degli uffici del presidente dell’Assemblea Capitolina, Marcello De Vito, incidentalmente per motivi di riservatezza ‘in quanto relativa alla vita privata’ del ragioniere capitolino”. 

“Se effettivamente stessimo parlando della stessa persona, ci troveremmo davanti a un clamoroso inciucio da prima repubblica tra M5S e Pd, e dunque tra Raggi e Zingaretti, che ai tempi sarebbero stati evidentemente a conoscenza dell’imminente ricerca di un direttore dell’ufficio per la ricostruzione del sisma in Regione, inscenando rotazioni, litigi, dimissioni, nomine e prendendo così in giro i cittadini. Tra l’altro, Fermante è già stato dirigente in Provincia di Roma in piena epoca Zingaretti. 

“A questo punto  – sostengono Santori e Figliomeni – vorremmo rassicurazioni da parte del governatore su eventuali sospetti relativi all’inutile partecipazione al bando da parte di altri candidati. Fermante, peraltro, per il suo nuovo ruolo regionale riceverebbe un lauto compenso pari a 155.294,23 euro lordi annui. Non certo una somma trascurabile. Soprattutto riteniamo che per ricoprire l’incarico di direttore dell’Ufficio speciale per la ricostruzione, Fermante avrebbe dovuto opportunamente dimettersi dal Comune, vista la delicatezza dell’impegno che sarebbe andato a ricoprire. Circostanza che attualmente non ci risulta e su cui vorremmo massima chiarezza e senso di responsabilità dagli attori chiamati in causa in questa vicenda”.

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