Cdp, parte il piano Smart Cities

Smart_City_sliderIl cda della Cassa depositi e prestiti capitalizzare con 100 mln di euro il Fondo Investimenti per l’Abitare-FIA2

 

ROMA – Il consiglio di amministrazione della Cassa depositi e prestiti ha approvato il piano Smart Cities che capitalizza con 100 milioni di euro il Fondo Investimenti per l’Abitare-FIA2, fondo immobiliare finalizzato alla trasformazione urbanistica di 14 grandi città italiane in Smart Cities (le città ‘intelligenti’ che, grazie all’impiego diffuso delle nuove tecnologie della comunicazione, della mobilità, dell’ambiente e dell’efficienza energetica, migliorano la qualità della vita e soddisfano le esigenze di cittadini).

In verità l’oggetto sociale del Fondo, istituito da CDPI Sgr il 16 ottobre 2009, non era propriamente questo. nell’atto costitutivo originale infatti si poteva leggere che “gli investimenti del Fondo dovevano concentrarsi nel settore dell’edilizia privata sociale per incrementare sul territorio italiano l’offerta di alloggi sociali per la locazione a canone calmierato e la vendita a prezzi convenzionati, a supporto e integrazione delle politiche di settore dello Stato e degli Enti locali. L’obiettivo è realizzare case a costi accessibili, destinate alle famiglie non in grado di soddisfare sul mercato le proprie esigenze abitative, ma con redditi superiori a quelli che danno diritto alle assegnazioni dell’edilizia residenziale pubblica”.

Non avendo combinato granchè nel settore assegnatogli, ora il Fondo, oltre ad attrarre capitali fino a 1 miliardo di euro da investitori istituzionali internazionali, ambisce ad accedere alle risorse per le Smart Cities individuate dalla strategia europea di sviluppo “Europa2020”. Si tratta in particolare di riqualificare e riconvertire edifici e complessi immobiliari in disuso nelle città metropolitane e nei capoluoghi di provincia, senza consumo di nuovo suolo.

Nel dettaglio si darà avvio al cosidetto “rental housing”, destinato alla popolazione che non è nelle condizioni economiche di investire nella proprietà abitativa o non è interessata a farlo; allo smart working, co-working & innovation con incubatori di start-up e laboratori di innovazione autogestiti; al senior housing, che offre alloggi per anziani autosufficienti, con necessità di avvicinarsi ai centri di assistenza medicale e di servizi in comune.

Come dimostrano progetti già realizzati nei Paesi nord europei, questi interventi sono attrattivi per la localizzazione di imprese, per la nascita di nuove infrastrutture materiali e immateriali e per la crescita di funzioni urbane complementari. Con questo progetto Cdp lancia un nuovo intervento di sistema anche facendo leva sull’esperienza del programma di housing sociale, nato per realizzare 20.000 appartamenti a canone calmierato e 8.500 posti letto in residenze temporanee, per il quale il gruppo ha mobilitato 3 miliardi di euro.

Prima di vantare titoli ed esperienze la cui maturazione è tutta da dimostrare, sarebbe opportuno che Cdp mostrasse le carte e il rendiconto delle spese effettivamente impiegate.

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