L’Enel fa shopping all’estero

Starace_FrancescoAcquistata un’azienda di distribuzione in Brasile. Le tariffe elettriche italiane particolarmente onerose oltre una certa soglia

 

ROMA – Ma quanto siamo contenti, ma quanto siamo contenti! La notizia che l’Enel ha acquistato per 602,5 milioni di euro la società di distribuzione elettrica brasiliana Celg-D ci riempie il cuore di gioia e ci gonfia il petto di orgoglio per il successo italiano.

A dire il vero, Enel è stato l’unico gruppo a formulare un’offerta per la concessionaria di Goiás. Nei giorni precedenti l’aggiudicazione si era sparsa la voce di una manifestazione di interesse da parte di Neoenergia, una società facente capo agli spagnoli di Iberdrola, che poi però non si è presentata alla gara.

Anche questa volta c’è qualcuno che vuole rovinare la nostra festa domandandosi: se l’Enel era l’unico concorrente in gara perché ha dovuto fare un’offerta superiore del 28% al prezzo minimo di 497 milioni di euro stabilito dall’autorità brasiliana?

Figurarsi se così basse insinuazioni possono spegnere il nostro entusiasmo o quello dell’ad di Enel, Francesco Starace, che dichiara: “Siamo molto lieti di essere stati selezionati dalle autorità brasiliane per l’acquisto di questa importante distributrice. Goias è un mercato eccellente, con buone opportunità di crescita, al centro del sistema agroindustriale del Brasile”. Sempre quel rompiballe di prima continua a porre domande tendenziose: “Se la regione di Goias è un boccone così ghiotto come dice Starace, com’è che nessun altro gruppo elettrico internazionale ha partecipato alla gara?”.

Non diamo retta a questi seminatori di dubbi. Gioiamo invece perché grazie all’acquisto di Celg la base clienti di Enel in Brasile aumenterà da 7 a 10 milioni, mentre a livello globale i clienti del gruppo saliranno a circa 65 milioni dagli attuali 62 milioni. Al momento il titolo Enel a Piazza Affari viene scambiato a 3,806 euro, in crescita dello 0,41%. Oggi Barclays, in un report sulle utilities europee, ha confermato il rating overweight (ottimo) sul colosso energetico italiano, con un prezzo obiettivo a 5 euro.

Semmai qualche dubbio potrebbe venire se qualcuno si domandasse cui prodest questa operazione. E qui le risposte potrebbero non essere semplicissime. Ai cittadini italiani in effetti non ne viene niente. L’Enel gode ottima salute e distribuisce ricchi dividendi che fanno felici in parte il ministero dell’Economia, ma soprattutto i fondi d’investimento anglo-americani che ormai uniti possiedono la maggioranza del nostro ex monopolista elettrico e non vedono l’ora di staccare la cedola.

Per i poveri utenti italiani la vita grama non cambia. Se poco poco si azzardano a chiedere un Kw di potenza installata in più o consumano più di 5.000 kwh l’anno, il costo della loro bolletta elettrica sarà superiore a quello di tutti i paesi europei, dal +22% sulla Germania al +89% sulla Spagna.

Ma si possono consolare sul fatto che circa il 96% dei clienti italiani si colloca nelle fasce basse di consumo e presumibilmente, vista l’aria che tira, non le supererà nei prossimi anni. E poi l’Enel si afferma su mercati internazionali e allora facciamo festa, senza domandarci perché.

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