L’Agenzia spaziale europea discute di futuro

AsiLa missione spaziale su Marte dopo l’incidente della sonda Schiaparelli. Ancora in corso l’indagine dell’Esa

 

ROMA – C’è parecchia carne al fuoco al tavolo della riunione periodica dell’Agenzia spaziale europea (Esa) che si è aperta ieri a Lucerna. Tra gli argomenti all’ordine del giorno, di particolare interesse per l’Italia, c’è la seconda parte della missione ExoMars, prevista per il 2020, che necessita di ulteriori finanziamenti. L’Italia è pronta a fare la sua parte spingendo perché l’avventura su Marte sia implementata e non si fermi alla sonda europea (la navetta da cui Schiaparelli si era distaccato) entrata recentemente nell’orbita del pianeta rosso e che l’anno prossimo proverà le manovre per l’inserimento in un’orbita a 400 chilometri di quota.

Certo, la vicenda di Schiaparelli – la sonda a guida italiana con Thales Alenia Space Italia  schiantatasi su Marte – rende la discussione a Lucerna più problematica. Non ci sono infatti ancora le conclusioni della commissione d’inchiesta dell’Esa sulle cause dell’incidente. L’unico dato certo è quello denunciato da Enrico Flamini, coordinatore scientifico dell’Agenzia spaziale italiana della missione ExoMars, secondo il quale l’Esa, pur di risparmiare un milione di euro, avrebbe affidato alcuni test alla ditta romena Arca, priva di competenze specifiche nel settore, anziché commissionarli alla Swedish space corporation, una società molto più affidabile.

Gli altri nodi all’esame dell’Esa riguardano innanzitutto la Stazione Spaziale Internazionale, che una volta realizzata deve essere sfruttata al meglio per le grandi opportunità che rappresenta nell’unire l’investimento pubblico a quello privato.

Non ci dovrebbero essere discussioni invece in merito al discorso dei lanciatori, grazie all’accordo raggiunto all’unanimità lo scorso 3 novembre, quando gli Stati partecipanti al programma Vega hanno approvato la proposta di un programma di miglioramento delle performance del lanciatore di concezione italiana. Anche se l’Esa ha deciso di attivare in Germania la seconda linea di produzione dell’involucro dei booster del lanciatore, la cui intera produzione finora era fatta a Colleferro da Avio. Comunque con le innovazioni deliberate sarà possibile imbarcare sul lanciatore satelliti equipaggiati con ingombranti antenne radar, inclusi i satelliti italiani Cosmo-SkyMed e quella della costellazione Copernicus dell’Unione europea.

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