Berdini vittima sacrificale della Giunta?

BerdiniL’assessore all’Urbanistica c’ha messo del suo nella bocciatura di ogni progetto. La lunga serie di “niet” della giunta. Lo Stadio della Roma come ultima goccia

 

ROMA – Lo scontro in atto sullo Stadio della Roma sarebbe solo l’ultima querelle in ordine di tempo tra il “raggio magico” della sindaca di Roma e il suo assessore all’urbanistica Paolo Berdini. Si racconta infatti (AdnKronos per prima) che la Raggi si sarebbe riunita con i suoi fedelissimi per “far fuori” uno degli uomini più indipendenti (e anche più criticati) della sua squadra di governo.

Ma le divergenze di vedute, soprattutto tra il duo dei pretoriani della sindaca, Frongia-Marra, e l’architetto ribelle, non sono scoppiate l’altra sera, ma vengono da lontano (ammesso che si possa parlare al passato remoto per una giunta insediata da cinque mesi). Certo è che fin dall’inizio non c’è stata alcuna sintonia sulle questioni dibattute in giunta.

Già sulla candidatura della Capitale alle Olimpiadi 2024 la posizione di Berdini si era platealmente distinta da quella del M5s, come lui stesso ha avuto modo di ricordare con parole di rimpianto (“Se io avessi 3 miliardi, più o meno quanti ne erano in programma per i Giochi, questa città cambierebbe molto”) alla recente assemblea annuale dei costruttori edili romani disertata dalla Raggi. Ma quello era solo un assaggio. Dopo infatti sono venute la proposta di deviare la metro C a Corviale, le scelte contraddittorie sulle Torri dell’Eur che hanno fatto saltare l’accordo con Telecom, la ristrutturazione degli ex Mercati generali, o il taglio drastico delle volumetrie della vecchia Fiera di Roma che sono suonate come una condanna a morte della nuova Fiera.

Insomma, tra le decisioni della giunta e le dichiarazioni controverse e imbarazzanti dell’assessore, il conto dei danni e delle occasioni perse per Roma sale vertiginosamente. Quale migliore via d’uscita dunque che scaricare su un singolo assessore, ancorchè dalle idee radicali e confuse, la responsabilità dell’insuccesso generale.

Da qui le voci sempre più insistenti di una congiura per “scaricare” Berdini dal Campidoglio. Voci che, come si conviene ad ogni congiura, per il momento hanno trovato solo smentite. Il diretto interessato infatti ha spiegato di “essere regolarmente a lavoro” e di non sapere nulla di trame e attentati nei suoi confronti. Anche i principali esponenti della maggioranza M5s, dal capogruppo Paolo Ferrara alla presidente della Commissione urbanistica Donatella Iorio, negano ogni complotto, anche se c’è chi come il presidente della Commissione Sport, Angelo Diario, ammette che “c’è del malcontento”.

Se comunque la voce del siluramento dell’assessore, o delle sue dimissioni (che non farebbero alcuna differenza), fosse vera, la giunta Raggi, appena completata con l’arrivo del segretario generale Paolo Mileti e l’imminente nomina del capo di gabinetto, tornerebbe in alto mare. C’è in giro qualcuno che dice che, vista l’irrilevanza della compagine nel suo complesso, in fondo non sarebbe poi un danno così funesto di cui Roma non potrebbe farsene una ragione.

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