Ama non Ama, questo è il problema

Ama_sliderPrima di lasciare il Comune, l’ex assessore Muraro, indagata dalla Procura, con un blitz rinnova tutto il vertice

 

ROMA – Nella riunione di stamattina il direttore generale dell’Ama, Stefano Bina, dovrebbe ufficializzare le sue dimissioni, già trapelate da qualche giorno. Nominato appena tre mesi fa, Bina lascia in anticipo l’incarico rispetto alla naturale scadenza del 31 dicembre di quest’anno, senza che sia stato neppure preparato il bando pubblico per la scelta del nuovo dg che lo avrebbe visto tra i favoriti.

Lo strappo è avvenuto in coincidenza con le dimissioni dell’assessore all’Ambiente Paola Muraro, che prima di lasciare il Campidoglio ha concordato con l’amministratore unico, Antonella Giglio, all’insaputa del direttore generale, la macrostruttura di vertice dell’azienda varata con l’ordine di servizio 199/2016.

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Nel nuovo organigramma le caselle di primo piano sono state conquistata da due dirigenti che, sotto la presidenza Fortini, erano stati marginalizzati al punto da trattare l’uscita dall’azienda. Emiliano Limiti, in un primo momento indagato nell’ambito dell’inchiesta su Mafia Capitale ma poi scagionato, è il nuovo mega direttore di Amministrazione e Finanza: praticamente le leve strategiche della società sono in mano sua.

L’altro uomo legato all’ex assessora e ora “ripescato” è Alessandro Muzi, che accompagnò Muraro e Raggi nel blitz estivo a Rocca Cencia. Nonostante il contratto in scadenza a fine anno, Muzi è stato nominato responsabile del servizio Engineering, di fatto il responsabile di tutti gli impianti.

Un’altra nomina che ha fatto discutere è quella di Monica Mariani che, già responsabile in Ama delle attività di anticorruzione e trasparenza, ha aggiunto nel nuovo ordine di servizio anche la responsabilità del Servizio acquisti. Il conflitto evidente tra i ruoli di controllore e controllata in capo alla stessa dirigente non deve essere sembrato invalicabile agli occhi del duo Raggi-Muraro.

A pagare sono stati i dirigenti ritenuti più vicini a Fortini. Pietro Zotti (ex direttore industriale) e Leopoldo D’Amico (pianificazione e strategia) sono stati infatti confinati uno alla gestione dei rifiuti pericolosi, l’altro all’indifferenziato. Come pure la responsabile acquisti Antonella Daidone, esiliata a Ostia.

Di fronte ad un ribaltone di questa portata le opposizioni e il sindacato sono insorti. In una nota Natale Di Cola, segretario generale Fp Cgil Roma e Lazio, commenta: “Il giorno delle dimissioni, l’assessora annunciava la macrostruttura di Ama, un atto aziendale che non compete alla Giunta. Uno spoil system effettuato a prescindere dal merito, senza alcuna vera selezione, che premia dirigenti ridimensionati dal precedente assessment, o che addirittura avevano già raggiunto un accordo con l’azienda per il loro allontanamento”.

“Le accuse contro l’ormai ex assessore all’ambiente sono gravi – sostiene la capogruppo dem in Campidoglio Michela Di Biase – I romani hanno il diritto d essere informati attraverso l’Assemblea capitolina”. Il consigliere Pd e presidente della commissione Trasparenza, Marco Palumbo, insinua altri pericoli: “La sindaca deve spiegare alla città, sulla scorta delle gravi accuse avanzate dagli inquirenti, se gli indirizzi dell’ex assessore Muraro hanno potuto in qualche modo condizionare o confondere indagini in corso e se le nomine in arrivo nell’Ama siano state condizionate da interessi diversi da quelli pubblici”.

Aggiunge il consigliere capitolino di Fratelli d’Italia, Francesco Figliomeni: “Su tutto, la cosa che fa sorridere è che ieri l’Amministratore unico di Ama, Antonella Giglio, aveva firmato la nuova macrostruttura dell’azienda capitolina dei rifiuti, disegnata a piacimento della Muraro, in cui non si fa menzione del Direttore generale Stefano Bina, inviso alla Muraro. Un organigramma dove i dirigenti più vicini all’ex presidente Fortini sono stati marginalizzati, mentre quelli più vicini alla Muraro sono stati premiati. Avevamo già denunciato la poca trasparenza della Giunta Raggi”.

Mentre si consuma l’ennesimo colpo di mano dell’amministrazione Raggi, la situazione dei rifiuti a Roma torna a farsi critica in un contesto di totale confusione ed incapacità.

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