Raffaele Marra, arrestato per corruzione a Roma

Marra_RaffaeleL’attuale braccio destro della sindaca Raggi è accusato di corruzione insieme al costruttoreScarpellini

 

 

ROMA – Da Alemanno, alla Polverini alla Giunta targata ciqnue stelle della sindaca di Roma, Virginia Raggi. E’ il percorso nell’amministrazione locale romana di Raffaele Marra, arrestato questa mattina dai carabinieri in base a una ipotesi di reato di corruzione. Un’altra spina nel fianco per Virginia Raggi, dopo la vicenda Muraro.

Insieme all’ex braccio destro della sindaca Raggi, è stato arrestato anche il costruttore e immobiliarista Sergio Scarpellini. La vicenda che ha portato ai due arresti è legata all’inchiesta sulla compravendita delle case Enasarco e risale al 2013. In quel periodo Marra era a capo del dipartimento politiche abitative del Comune di Roma. A quanto si è appreso l’imprenditore Scarpellini corrompeva pubblici amministratori, attraverso beni immobiliari, per trarre benefici per le sue società. Marra, nel giugno 2013, all’epoca Direttore del Dipartimento partecipazioni e controllo del Gruppo Roma Capitale, avrebbe comprato un appartamento Enasarco, con assegni tratti dal conto corrente dell’immobiliarista.

Marra, 44 anni, napoletano, una laurea in giurisprudenza e in economia e commercio, ha indossato per quindici anni la divisa di finanziere. Nel 2006 cambia vita: sbarca alla direzione generale del ministero dell’Agricoltura quando al vertice del ministero delle Politiche agricole c’e Gianni Alemanno: va a ricoprire un incarico all’Unire, l’Unione Nazionale razze equine, all’epoca guidata da Franco Panzironi, coinvolto poi nell’inchiesta ‘Parentopoli’ e poi ‘Mafia capitale’.

Dall’Unire, Marra trasloca poi in Campidoglio con Gianni Alemanno sindaco di Roma dove dirige prima il dipartimento casa del Comune e poi entra nel Gabinetto del sindaco. In una intervista al Fatto quotidiano del novembre scorso, Marra parla dei suoi rapporti con Alemanno e del suo ‘pallino’ per l’intelligence: “me lo ha presentato monsignor D’Ercole. Aspiravo a un’incarico fuori dalla Finanza…Volevo lavorare per i servizi segreti”.

Nel 2010, per Marra c’è una parentesi in Rai nella veste di consulente dell’allora direttore generale Mauro Masi. Poi arriva l’incarico alla Regione Lazio, guidata da Renata Polverini. Successivamente Marra torna al Campigoglio. Nell’era Marino, dopo aver vinto il concorso da dirigente, si occupa di tulela dei consumatori.

Con l’arrivo dei cinque stelle e della sindaca Raggi, Marra torna sugli scudi, tra feroci polemiche interne al movimento. La sindaca Raggi lo difende: lo nomina vice capo gabinetto poi è costretta, proprio per le forti resistenze interne al M5s, a fare un mezzo dietrofront e decide di spostare Marra alla guida del personale. Ma le polemiche non si placano fino agli ultimi sviluppi giudiziari e all’arrivo dei carabinieri in Campidoglio.

Ma non è tutto. L’Authority anticorruzione (Anac) e la procura di Roma indagano sulla nomina alla direzione turismo del Campidoglio di Renato Marra, fratello di Raffaele. E’ l’effetto di un esposto presentato il 14 novembre dall’associazione dei consumatori Codacons, che chiedeva di accertare la possibile violazione dell’articolo 7 del codice di comportamento dei dipendenti pubblici, in vigore dal 2013 (‘il dipendente si astiene dal partecipare all’adozione di decisioni o ad attività che possano coinvolgere interessi propri, ovvero di suoi parenti, affini entro il secondo grado’), ma anche “responsabilità penalmente rilevanti quali il reato di abuso di ufficio”.

“Prima le tardive dimissioni della Muraro, poi le perquisizioni in Campidoglio, oggi l’arresto di Marra: quando dissi che stavano riciclando il peggio, quando raccontai i legami pericolosi di questa gente, Grillo, Di Battista e Di Maio mi insultarono. Oggi non chiederanno scusa. Perché sono politicamente corresponsabili”, scrive su Facebook il presidente del Pd Matteo Orfini.

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