Blitz antiterrorismo, via all’operazione Black Flag

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Arrestato affiliato ad Ansar Al- Sharia. Perquisizioni in tutto il Lazio nei confronti di diversi sospettati terroristi

ROMA – Nella mattinata odierna, a seguito di serrate indagini condotte dalla Polizia di Stato della DIGOS della Questura di Roma e dal Nucleo Investigativo Centrale della Polizia Penitenziaria, coordinati dal Pool Antiterrorismo della Procura della Repubblica di Roma, è stata notificata, nella casa circondariale di Rebibbia, una ordinanza di custodia cautelare a carico di HMIDI Saber, nato in Tunisia, 34 anni, già detenuto per altra causa, indagato in quanto “partecipava all’organizzazione terroristica Ansar al-Sharia (i seguaci della legge divina di Allah, definito dal governo Tunisino, dalle N.U. dagli USA, dagli Emirati Arabi e dal Regno Unito come gruppo terroristico jihadista attivo in Tunisia dal 2011) da intendersi affiliata e, di fatto, ricompresa in quella denominata ISIS.

HMIDI Saber in particolare, ricevendo in custodia il vessillo del gruppo terroristico ed istigando, nei penitenziari di transito ove ristretto (2014/2016), alla discriminazione religiosa e all’arruolamento nelle fila dell’Isis in Libia, in Siria, manifestava atteggiamenti coerenti con tale ideologismo mediante aggressioni intramurarie nonché con il proposito di essere pronto a recarsi in zona di combattimento per assolvere il Jihad (cioè allo sforzo per la guerra Santa cioè la Guerra condotta per la causa di Dio)”.

Nella notte del 9 novembre 2014, in via dei Sette Metri, HMIDI Saber, con regolare permesso di soggiorno, di professione mercante, abitante in zona Malafede, a bordo della sua Volkswagen Golf, in compagnia di altra persona, veniva fermato da una volante per un controllo. Ne nasceva una violenta colluttazione, durante la quale il tunisino perdeva la pistola, riuscendo però a fuggire insieme all’altro straniero.

L’HMIDI Saber veniva compiutamente identificato tramite la patente esibita all’atto del controllo rimasta poi all’interno della vettura. Nella stessa venivano rinvenuti inoltre altri passamontagna, guanti, nonché telefoni cellulari.
Veniva, perciò, effettuata una perquisizione presso la residenza dell’HMIDI Saber, alla presenza della moglie Caterina, un’ italiana convertita all’Islam che l’uomo ha sposato nel 2008 e dalla quale ha avuto una bambina. Qui veniva rinvenuto il passaporto dello straniero che sedeva lato passeggero, identificato poi per RCHOUKI Abdelghani, marocchino del 79, clandestino irreperibile sul territorio nazionale. Venivano inoltre sequestrati 33 telefoni cellulari, 8 pc portatili, 2 Ipad, 1 hard disk esterno ed una bandiera nera.

Diffuse le foto, la sera seguente in zona San Basilio, HMIDI Saber veniva rintracciato da personale della DIGOS e sottoposto a fermo di P.G. per i reati di detenzione e porto illegale di arma comune da sparo, ricettazione, lesioni aggravate e resistenza a p.u. reati per i quali veniva processato e condannato alla pena di anni 3 e mesi 8 di reclusione, attualmente in espiazione.

Dallo sviluppo delle indagini, si ricostruiva la “radicalizzazione religiosa” di HMIDI Saber, iniziata durante la prima detenzione nel carcere di Velletri nel 2011. Proprio in questo periodo, lo stesso viene in contatto con i fratelli tunisini della Shari-a, entrando in possesso di una bandiera del gruppo terroristico del tutto simile a quelle del califfato dell’Isis.

Il N.I.C. ha raccolto e analizzato importanti elementi investigativi che hanno dimostrato non solo la pericolosità di HMIDI SABER ma anche riscontrato, nei diversi istituti penitenziari in cui è stato ristretto, la sua particolare capacità di indottrinamento dei compagni di detenzione.

L’indagine ha dimostrato l’appartenenza di HMIDI SABER all’organizzazione terroristica Ansar Al Shari’a e con l’operazione odierna è stata interrotta la sua azione di proselitismo e di reclutamento di adepti da inviare, allo loro scarcerazione, nei teatri di combattimento per il compimento di atti terroristici.

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