Gli Internazionali di tennis a Milano?

Internazionali_tennisIl presidente della Fit minaccia di esportare il torneo se non si troverà un buon rapporto con l’amministrazione Raggi

 

ROMA – L’esercito dei contestatori della sindaca di Roma si ingrossa ogni giorno. Oggi è la volta del presidente della Federazione italiana tennis che minaccia di spostare gli Internazionali d’Italia a Milano. La “bomba” è scoppiata quando Binaghi, parlando alla radio nella rubrica “La Politica nel Pallone”, ha dichiarato candidamente di aver “creato un nuovo asset su Milano, i primi ritorni sono assolutamente positivi. Abbiamo trovato un interesse da parte dell’assessore e del sindaco che qui a Roma non ci siamo mai sognati negli ultimi 15 anni”. E poi la stoccata finale: “Se son rose fioriranno…”. 

Le reazioni per l’eventualità del clamoroso “scippo” di una delle più importanti manifestazioni sportive della capitale non si sono fatte attendere e non solo da parte dei rappresentanti del mondo dello sport. Dal Campidoglio invece finora nessuna reazione, a conferma di quella indifferenza per le sorti e il prestigio della città che è diventata la vera “cifra” dell’amministrazione Raggi.

Per la verità non è la prima volta che il presidente della Fit brandisce il torneo internazionale di Roma come una clava per ottenere considerazione e benefit organizzativi. Già nell’ottobre 2015 Binaghi aveva minacciato il trasferimento del torneo, “magari in una città di grande tradizione come Milano”, qualora non si fosse raggiunto un buon rapporto di collaborazione con la nuova amministrazione comunale di Roma. 

“Vorremmo che si capisse – dichiarò in quell’occasione – che gli Internazionali non appartengono alla città di Roma, bensì alla Fit con il valido appoggio della Coni Servizi. Abbiamo chiesto di poter usufruire del Colosseo per il sorteggio dei tabelloni principali. Stavolta non potranno dirci di no, perché la richiesta è stata effettuata con sette mesi d’anticipo. Ovviamente Roma resta la priorità: non siamo pazzi, la ‘follia’ di fare una tv del tennis è ben superiore rispetto a quella che sarebbe un eventuale spostamento a Milano”. E aveva espresso tutta la sua delusione per la scarsa comunicazione avuta in passato con l’amministrazione comunale. Figurarsi oggi!

Il giorno dopo quelle dichiarazioni di Binaghi intervenne però il presidente del Coni, Giovanni Malagò per gettare acqua sul fuoco. “Mi sento di escludere il trasferimento degli Internazionali di tennis da Roma a Milano, anche perchè il Comune si renderà conto che è un rischio che non può correre (Malagò ha detto la stessa cosa per le Olimpiadi di Roma 2024 e sappiamo come è andata a finire, ndr). Il presidente Binaghi – aveva aggiunto il numero uno del Coni – ha ragione quando dice che gli Internazionali sono della Fit, sotto il profilo giuridico. Ci siamo parlati ed è chiaro che la sua è anche una provocazione. Così come ha perfettamente ragione quando dice che ci sono tutta una serie di disservizi durante gli Internazionali, però è anche vero che la lezione è stata capita e in futuro ci saranno presupposti diversi di supporto agli Internazionali”. L’ottimismo di Malagò a quell’epoca era inossidabile!

Nè sono valse adesso a far cambiare idea a Binaghi le promesse del presidente del Coni di dotare il campo Centrale di un tetto retrattile, la cui realizzazione sarà finanziata dal Coni, e dell’ampliamento della Grand Stand Arena: “Oggi sono 5.300 i posti a sedere, arriveremo a 6.800 per valorizzarla al massimo”.

Ma al presidente della Federazione questo evidentemente non basta e tira dritto per la strada di un possibile spostamento degli Internazionali d’Italia a Milano, vista la difficoltà di instaurare un dialogo con l’amministrazione capitolina. “Abbiamo un buon rapporto soltanto con l’ex vice-sindaco, l’assessore Frongia, e credo sia lui l’unico interlocutore – spiega il numero uno della Fit – La sindaca Raggi mi sembra abbia altri tipi di problemi…”. 

Se questi sono gli interlocutori, è urgente pensare ad un piano B per non far portare via da Roma l’unico evento di livello internazionale che ci è rimasto. Con l’aggravante che quel piano, ammesso che si sia capaci di approntarlo, non potrà essere gestito né dal presidente del Coni, visti i suoi pessimi rapporti con la Raggi, né dal presidente di Coni Servizi e della Federazione golf, Franco Chimenti, pago di essere riuscito a salvare dalle grinfie della sindaca i 60 milioni per l’organizzazione della Ryder Cup 2022 al Marco Simone Golf & Country Club.

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