Cisl, Petriccioli commissario della Funzione Pubblica

Cisl_sliderLa guerra dei dossier fa le prime vittime. Lascia Giovanni Faverin, segretario della Fp. Il caso della Cisl Campania

 

ROMA – Maurizio Petriccioli, 53 anni, toscano di Pontremoli, è stato nominato dal Comitato esecutivo della Cisl riunito ieri a Roma, commissario della Funzione Pubblica della Cisl, la più importante categoria che rappresenta i lavoratori del comparto pubblico della  sanità ed assistenza pubblica e privata, ministeri, agenzie fiscali, Comuni, Province e Regioni, enti pubblici non economici, terzo settore.

Maurizio Petriccioli, ricopre dal 2009 anche la carica di Segretario Confederale della Cisl, Responsabile del Dipartimento fisco, pensioni e democrazia economica. Il commissariamento della categoria è stato deliberato dal parlamentino della Cisl a causa della violazione delle norme di tesseramento e contributive definite dallo statuto confederale.

Il provvedimento è stato adottato sulla base delle ispezioni disposte dalla Segreteria generale che avrebbero documentato irregolarità nel tesseramento (si parla di 50 mila iscritti in meno rispetto ai 309 mila dichiarati). L’ex segretario dimissionato, Giovanni Faverin, respinge le accuse, rivendica l’operazione di pulizia degli archivi e chiede si faccia altrettanto nelle altre categorie della Cisl. Anche su questa proposta la segreteria si sarebbe divisa, con Farina e Luciano contrari e Bernava astenuto.

Ma le acque in seno al sindacato restano più che mai agitate a testimoniare la tormentata fase di lotte interne, senza esclusione di colpi, che il sindacato guidato da Annamaria Furlan sta attraversando, in vista del congresso di giugno dove la stessa Furlan si presenterà per essere rieletta, Resta da capire se il gruppo di dissidenti nella segreteria punti a costringere Furlan a scendere a patti in vista del congresso di giugno o a un cambio di leadership.

Continua a bruciare il caso di «dossieraggio e spionaggio» con intercettazioni audio e video illecite ai danni dell’ex segretaria della Cisl Campania, Lina Lucci, denunciato da Maurizio Bernava, membro della segreteria confederale, a sua volta accusato di aver sollevato un caso “inopportuno”.

“La mia lettera – si difende Bernava – è un manifesto di argomenti politici di cui si deve discutere al prossimo congresso. La Cisl deve liberarsi di queste pratiche di dossieraggio che, anche se portate avanti da minoranze, danneggiano tutta l’organizzazione. Furlan doveva stare più attenta e prevenire che questo avvenisse. Quanto alla mia lettera, se la denuncia alla procura è stata presentata il 27 dicembre, almeno potevano informarmi”.
Alla procura di Napoli si è rivolta anche l’ex segretaria della Cisl Campania. «Ho chiesto — dice Lina Lucci — il sequestro dei documenti e dei video per conoscere l’identità di chi ha formato il dossier e ha fatto riprese abusive. Tutta la segreteria, Furlan compresa, dovrà testimoniare su quanto accaduto il 20 dicembre in segreteria. Quanto a contestazioni su presunte appropriazioni indebite, ci rido sopra. Non mi sono mai occupata di amministrazione, lo facevano due segretari con delega e un funzionari”.

Anche la Cisl dunque vive il suo cyber spionaggio, divenuto oramai, come le cronache di questi giorni testimoniano, uno strumento di lotta politica che la vigilia congressuale alimenta e rende incandescente.

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