Otto ricchi valgono 3,6 miliardi di poveri

Bill_Gates_sliderIl rapporto di una Ong inglese dimostra che l’1% dei più facoltosi possiede quanto il restante 99%. Chi sono gli otto ‘paperoni’

 

ROMA – “La disuguaglianza aumenta quando il settore privato non investe più né sul capitale umano né sulle aree ad alta produttività e, dall’altra parte, un settore pubblico senza coraggio si preoccupa soltanto di tagliare i servizi e di abbassare le tasse. Risultato: chi estrae valore viene premiato più di chi il valore lo crea davvero”. E’ la diagnosi di Mariana Mazzucato, un’economista che di diseguaglianze se ne intende e che nel suo celebre libro, ‘Lo Stato innovatore’, ha almeno indicato una possibile alternativa.

Ma forse anche lei si sarà stupita di fronte agli ultimi dati sulla disuguaglianza nel mondo aggiornati dal rapporto Oxfam – la ong britannica attenta all’economia sociale – dove si possono leggere queste cifre: “Bastano i primi otto supericchi del pianeta per fare la ricchezza dei 3,6 miliardi più poveri”. Oppure: “L’1% dei più facoltosi al mondo possiede quanto il restante 99%”. Oppure ancora: “Tra 25 anni potremmo trovarci di fronte al primo ‘trillionario’, con una ricchezza superiore ai 1.000 miliardi di dollari”.

Gli otto supermiliardari sono Bill Gates, famigerato fondatore di Microsoft (patrimonio da 75 miliardi di dollari); Amancio Ortega, fondatore di Zara e secondo uomo più ricco al mondo (67 miliardi); Warren Buffett, finanziere americano con quote in Coca Cola, Ibm e P&G (60,8 miliardi); Carlos Slim, boss messicano delle telecomunicazioni (50 miliardi); Jeff Bezos, papà di Amazon (45,2 miliardi); Mark Zuckerberg, patron e fondatore di Facebook e il più giovane della lista (44,6 miliardi); Larry Ellison, cofondatore ed ex ad di Oracle (43,6 miliardi); e infine Michael Bloomberg, ex sindaco di New York e proprietario della media company che porta il suo nome (40 miliardi di patrimonio).

L’Italia non si discosta da questo trend. Da noi infatti i primi sette miliardari indicati nella classifica di Forbes – Rosa Anna Magno Garavoglia del gruppo Campari, Giorgio Armani (moda), Gianfelice Rocca (Techint), Silvio Berlusconi (Fininvest), Giuseppe De Longhi (condizionamento) e Augusto e Giorgio Perfetti (confetti) – eguagliano quanto possiede il 30% dei concittadini più poveri. L’1% più ricco degli italiani possiede il 25% della ricchezza nazionale (mentre l’anno precedente era il 23%).

Il rapporto Oxfam aggiorna i dati della disuguaglianza in occasione dell’appuntamento del World Economic Forum che vede i potenti del mondo riuniti a Davos, nella cittadina svizzera del cantone dei Grigioni nota per la sua «montagna incantata» raccontata da Thomas Mann. Oxfam, per questa occasione, ha diffuso il rapporto «Un’economia per il 99%», che vede l’1% della popolazione mondiale possedere la ricchezza netta equivalente al rimanente 99.

Per questo Oxfam ha lanciato una petizione ai potenti del mondo riuniti a Davos per chiedere un intervento dei governi per una economia umana. Sei i punti richiesti: 1. politiche per arginare la concentrazione di ricchezza; 2. stop alla concorrenza fiscale al ribasso; 3. sostegno a modelli di business non orientati solo a massimizzare il profitto; 4. incoraggiamento di innovazioni tecnologiche a vantaggio di tutti; 5. una transizione verso l’uso di energie rinnovabili; 6. la promozione dello sviluppo in base anche ad indicatori relativi al benessere dei cittadini e non solo del Pil.

La direttrice di Oxfam Italia traduce così in chiave nazionale l’appello che la ong britannica ha lanciato: “È ormai tempo che anche in Italia il Governo e le principali forze politiche si facciano davvero carico di queste preoccupazioni – afferma – ed inizino a porre in atto misure concrete per attuare un nuovo modello economico, un’economia umana che dia alle persone salari dignitosi, servizi pubblici di qualità e lavori per uno sviluppo economico che rispetti i limiti naturali del nostro pianeta, smettendo di considerare il Pil come unico indicatore di benessere. Questa non è una utopia, ma una alternativa possibile e attuabile da subito”.

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