Tajani, un italiano alla guida del Parlamento europeo

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L’ex commissario europeo eletto con 351 voti contro i 282 dello sfidante Pittella. Subentra al tedesco Martin Schulz

 

ROMA – Antonio Tajani, romano, 63 anni, ex commissario europeo (2008-2014), prima ai Trasporti e poi all’Industria, è il nuovo presidente eletto del Parlamento europeo, di cui era primo vicepresidente dal 2014. 

Eletto presidente del Parlamento europeo al quarto turno, ieri sera a Strasburgo, con 351 voti, contro i 282 dello sfidante Gianni Pittella (S&D). I voti totali solo stati 713, quelli validi 633, con 80 voti nulli. Lo ha annunciato il presidente uscente Martin Schulz. Un grande e lungo applauso dell’Aula ha accolto l’annuncio dell’elezione. 

“Ringrazio tutti anche, chi ha votato per gli altri candidati in questo grande confronto democratico: sarò il presidente di tutti, rispetterò tutti i deputati di tutti i gruppi politici. Voglio dedicare questo risultato alle vittime del terremoto che ha colpito il mio paese, che stanno ancora vivendo momenti di grande difficoltà, perché fa molto freddo; a loro va il messaggio di solidarietà di questo parlamento, come a tutte le vittime del terrorismo”. Sono le prime parole di Antonio Tajani come presidente del Parlamento europeo, pronunciate a Strasburgo dopo l’annuncio della sua elezione. 

Non bisogna “dimenticare coloro che soffrono in questo momento, i senzatetto e coloro che non hanno lavoro”, ha aggiunto Tajani. “Dedicare a loro e a tutti coloro che sono in difficoltà in questo momento il nostro sentimento comune di solidarietà e’ il messaggio migliore che da Strasburgo puo’ partire stasera per i nostri concittadini”. “Grazie a tutti per aver partecipato a questa grande competizione democratica, manterrò tutte le promesse fatte”, ha concluso il neo presidente del Parlamento europeo. 

Laureato in giurisprudenza alla Sapienza di Roma, Tajaniè’ stato ufficiale dell’Aeronautica Militare e controllore della difesa aerea presso la base radar di San Giovanni Teatino, e poi giornalista parlamentare per “Il Settimanale”, conduttore del Gr1 Rai e responsabile della redazione romana de “Il Giornale” di Indro Montanelli. Parla inglese, francese e spagnolo. 

Politicamente, nasce come militante del Fronte Monarchico Giovanile, di cui e’ stato vicesegretario, ma e’ stato soprattutto tra i fondatori di Forza Italia nel 1994, poi coordinatore regionale del partito nel Lazio dal 1994 al 2005, e portavoce del presidente del Consiglio nel primo governo Berlusconi (1994-95). Sempre nel 1994 e’ stato eletto parlamentare europeo per la prima volta, poi confermato nel 1999 e nel 2004, quando ha ricevuto 122.000 preferenze. E’ stato presidente della delegazione di Forza Italia al Parlamento Europeo dal giugno 1999 fino a maggio 2008 Nel 2001 fu candidato a sindaco di Roma per la coalizione della Casa delle Libertà, ma fu sconfitto al ballottaggio da Walter Veltroni. 

Come commissario europeo all’Industria, nell’ottobre 2012 Tajani ha lanciato una campagna sulla “nuova rivoluzione industriale” nell’Ue, mirante a rilanciare una vera e propria politica industriale europea, con l’obiettivo di riportare il peso dell’industria a oltre il 20% del Pil dell’Ue entro il 2020. Nel novembre 2014 ha rinunciato all’indennità transitoria di fine mandato che gli sarebbe spettata in quanto ex vicepresidente della Commissione: 13 mila euro al mese per tre anni, per un totale di 468 mila euro.

Tajani ha spiegato di aver “ritenuto fosse opportuno dare una prova di sobrietà e solidarietà in questo momento di grande difficoltà per i cittadini europei”. E lo ha ricordato anche oggi, presentandosi in Aula come candidato alla presidenza del Parlamento europeo.

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