Dopo Sky, anche la Rai guarda a Milano

sky-sliderSky annuncia il trasferimento del tg nel capoluogo lombardo. L’inconsistenza della reazione della classe dirigente capitolina

 

ROMA – Se fosse stato per Campo Dall’Orto, principale supporter del piano Verdelli poi bocciato dal cda della Rai, quasi certamente il Tg2 sarebbe già emigrato a Milano. Tant’è che, nonostante la battuta d’arresto, il sindaco del capoluogo lombardo si sente autorizzato a dire che è giunto “il momento che la Rai faccia qualcosa in più, dopo tante discussioni, per portare parte dell’informazione a Milano. Mi attiverò, e chiederò anche al Consiglio comunale di fare altrettanto”. Beppe Sala manda così un messaggio alla tv di Stato e, indirettamente, al governo, per smuovere le acque sulla questione, da molto tempo in ballo, di un rafforzamento decisivo della presenza in città. Perché, ricorda il sindaco, “Milano è obiettivamente una (bontà sua non dice ‘la’, ndr) capitale dell’informazione e dell’audiovisivo”.

A questa pretesa forte del sindaco di Milano risponde in maniera querula il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti: “Anche io ho chiamato il direttore generale della Rai Campo dall’Orto e lo ringrazio per la chiarezza e la disponibilità (a fare che cosa? ndr). Con la Capitale non scherziamo. E’ di tutti e al mio amico sindaco Sala, che giustamente promuove la sua città, dico: competizione per sviluppare proprie vocazioni non per sottrarci professionalità e uffici”.

Che l’eterno match Roma-Milano sia stato vinto negli ultimi anni da quest’ultimo è sotto gli occhi di tutti. Con la Capitale, nonostante quel che dice Zingaretti, hanno scherzato e continuano a scherzare in molti. Come se il confronto ruvido tra le due città non fosse una questione di poteri e di condizioni oggettive di accoglienza, ma un balletto all’insegna del fairplay.

La rivendicazione di Sala arriva d’altronde pochi giorni dopo l’annuncio del piano industriale di Sky che parla di un’ipotesi di 200 esuberi totali, tra giornalisti e tecnici, e il trasferimento da Roma a Milano di Sky Tg 24, con 300 dipendenti che dovrebbero lasciare la Capitale per approdare nella sede di Rogoredo. Euforico Beppe Sala: “Non ho approfondito il tema degli esuberi, ma prendo questa notizia del trasferimento del tg di Sky come una notizia positiva per Milano, e anche come stimolo e rilancio sulla Rai”.

Fa eco al sindaco il capogruppo Pd a Milano, Filippo Barberis: “Sulla proposta del sindaco credo sia possibile un’ampia convergenza tra le forze politiche: quanto prima presenteremo un ordine del giorno per stimolare tutte le verifiche necessarie a portare a casa l’obiettivo”. Rilancia, con polemica, anche l’assessora regionale Viviana Beccalossi: “Sono anni che la Regione chiede di portare risorse, strutture e posti di lavoro della Rai a Milano, due anni fa era stata annunciata l’apertura di un nuovo centro di produzione per sostituire la storica sede di corso Sempione, ma nulla è stato fatto. Fa piacere che adesso lo capisca anche Sala”.

Roma dunque perde i pezzi e altri si accaniscono sulle sue spoglie approfittando dell’inerzia di una classe dirigente più che mediocre e della vacuità delle istituzioni capitoline. Le poche voci che almeno mostrano la consapevolezza della deriva rovinosa a cui si va incontro sembrano perdersi nel deserto.

“La vicenda del trasferimento di una parte della redazione di Sky a Milano – denuncia la capogruppo del Pd in Consiglio comunale, Michela Di Biase – è un danno grave per Roma. La capitale si sta trasformando nella città delle opportunità mancate. Il trasferimento dell’emittente privata di Murdoch è l’emblema del venir meno per Roma dell’interesse di aziende importanti, di cospicui investimenti e di occupazione.

“L’amministrazione Raggi – prosegue la Di Biase – ha elevato l’immobilismo a progetto, perché incapace di cimentarsi su sfide mondiali come le olimpiadi e il completamento della linea C della metropolitana, o di cogliere l’opportunità rappresentata dall’investimento privato sul nuovo stadio della Roma.

“Sono solo alcuni dei deficit di una ‘governance’ impreparata che, oltre ad allontanare gli investitori, mette in anche pericolo, se non in fuga, asset fondamentali già consolidati. E’ il caso della Rai che come si apprende in queste ore potrebbe seguire lo stesso schema di Sky spostando parte delle redazioni giornalistiche. Sono segnali preoccupanti che mostrano l’estrema debolezza del governo della capitale senza che si intravvedano sussulti di vitalità costruttiva per arginare quello che rischia di diventare un declino inarrestabile”.

Qualcuno sostiene, pessimisticamente, che non ci sia più nulla da fare e che ancora quattro anni di questo governo cittadino annulleranno qualsiasi volontà di riscatto. Non sappiamo se questa fosca previsione si avvererà. Di sicuro con le chiacchiere che si sentono in questi giorni non si va da nessuna parte.

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