Terremoto, il dramma sul Gran Sasso

Terremoto_slider_bisAlmeno 30 le persone sotto neve e macerie nell’albergo a Farindola. C’erano anche bimbi, si temono molti morti. “Slavina immane, scenario apocalittico”. Continua lo sciame sismico e le abbondanti nevicate


ROMA – Tragedia all’hotel ‘Rigopiano’ a Farindola, sul Gran Sasso, travolto ieri da una immensa slavina. Trenta persone, il personale dell’albergo e i clienti, sono da quasi 24 ore sotto la neve e le macerie. Ci sono anche dei bambini coinvolti. La prima vittima è stata estratta ma i soccorritori lavorano in condizioni difficilissime.

“Ci sono tanti morti”, secondo quanto ha riferito all’Ansa il capo del Soccorso alpino abruzzese Antonio Crocetta, che da ieri sera si è messo in marcia insieme agli altri soccorritori sugli sci in quanto le strade di accesso all’albergo erano bloccate da due metri di neve, caduta negli ultimi giorni. Tra i dispersi c’è anche un ternano di 33 anni, dipendente della struttura alberghiera. L’uomo ha avuto l’ultimo contatto telefonico ieri con la madre. La slavina si è staccata molto probabilmente a causa delle scosse di terremoto di ieri mattina.

“La valanga è immensa”, confermano i soccorritori.  Le prime immagini dell’interno dell’hotel trasmesse da Skytg24 mostrano gli spazi comuni distrutti e coperti da cumoli di neve, rami di alberi e macerie. La valanga, di una forza inaudita e immane proporzioni, è venuta giù in un tratto boschivo e ha investito le auto, il bestiame e l’albergo.

I soccorritori sono arrivati adesso a circa 700 metri dalla struttura e sono riusciti a far ripartire la turbina spazzaneve rimasta senza gasolio, grazie ai vigili del fuoco che a piedi, nella neve, hanno portato le taniche. L’obiettivo è quello di liberare una vasta area per i tanti mezzi che stanno confluendo verso l’hotel. La slavina ha scavalcato l’albergo coprendo tutti gli edifici e andando oltre. I primi ad arrivare nella notte sono stati gli uomini del soccorso alpino della guardia di Finanza che hanno raggiunto l’albergo con gli sci e le pelli di foca.Intanto prosegue lo sciame sismico.

Sono state più di 80 le scosse di terremoto registrate, a partire dalla mezzanotte, dall’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia nelle zone del Centro Italia, colpite dal sisma del 24 agosto scorso. Secondo l’Ingv, sono state due le scosse con magnitudo più alta, 3.5: la prima e’ state registrata alle 2,28 nella provincia dell’Aquila, a una profondità di 10 chilometri, la seconda ha colpito la provincia di Rieti alle 2.53, a 8 chilometri di profondità.

Nel centro Italia prosegue la sequenza sismica: dallo scorso 24 agosto 2016 sono state oltre 47mila le scosse di terremoto. Alle 11 di oggi, fa sapere l’Ingv, sono circa 960 i terremoti di magnitudo compresa tra 3 e 4, 57 quelli di magnitudo compresa tra 4 e 5 e 9 quelli di magnitudo maggiore o uguale a 5, localizzati dalla Rete Sismica Nazionale dell’Istituto.

Le abbondanti nevicate delle ultime 24-48 ore, associate al vento forte, insieme a quelle previste nelle prossime 24 ore, stanno determinando in tutte le aree montane dell’Appennino centrale (Marche, Abruzzo, Lazio e Molise), un aumento sempre più significativo del pericolo valanghe attualmente sul grado ‘forte’ 4 in aumento (il massimo è ‘Molto forte’ 5). Lo indica il Comando Unità Tutela Forestale, Ambientale e Agroalimentare Carabinieri.

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