Presidente Corte Strasburgo sul ricorso di Berlusconi

Berlusconi_slider_terIl numero uno della Corte europea dei diritti si trincea dietro un assoluto no comment sul caso

 

ROMA – Botta e risposta oggi tra i giornalisti di ‘Un Giorno da Pecora’, il programma di Rai Radio 1, e il, presidente della Corte Europea dei diritti dell’uomo di Strasburgo, Guido Raimondi. Alla domanda se la sentenza della Corte di Strasburgo su Berlusconi può arrivare entro quest’anno, il presidente Raimondi si è trincerato dietro un assoluto no comment impostogli dal ruolo.

Il pressing dei conduttori della trasmissione è riuscito al massimo a strappargli un “non è impensabile, non è inverosimile, ma non posso dire di più. Sui casi pendenti non posso fare commenti, il mio dovere di riserbo è totale”. D’accordo ma a che punto è l’esame istruttorio del ricorso presentato dall’ex presidente del Consiglio italiano? “Il ricorso c’è e sta seguendo il suo corso – ha risposto il presidente della Corte di giustizia – E’ all’esame della Corte”.

Berlusconi sembra essere quasi certo che potrà essere riabilitato dalla Corte che lei presiede. “Cosa posso dire su questo? La speranza è l’ultima a morire, d’altra parte, perché toglierla a Berlusconi?”. Bisignani disse che non si voleva affrontare il ricorso di Berlusconi perché troppo vicino a Putin. Secondo lei questa è fantapolitica? “Queste sono tutte speculazioni: la Corte lavora normalmente e con trasparenza”. E all’ultima domanda, se anche lei voterà la sentenza della Corte su questo ricorso, Raimondi ha risposto: “Il Presidente non è mai tale nei casi che riguardano il proprio paese”.

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