Salvo premio maggioranza no al ballottaggio

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Le decisioni dei giudici della Corte costituzionale che si è pronunciata sulle questioni di legittimità dell’Italicum

 

 

ROMA – La Corte costituzionale boccia il ballottaggio e salva il premio di maggioranza. Sono queste le decisioni dei giudici della Consulta che si è pronunciata sulle questioni di legittimità costituzionale della legge elettorale n. 52 del 2015 (Italicum), sollevate da cinque diversi Tribunali ordinari

Nel merito, la Consulta ha rigettato la questione di costituzionalità relativa alla previsione del premio di maggioranza al primo turno e ha invece accolto le questioni relative al turno di ballottaggio, dichiarando l’illegittimità costituzionale delle disposizioni che lo prevedono. Ha inoltre accolto la questione relativa alla disposizione che consentiva al capolista eletto in più collegi di scegliere a sua discrezione il proprio collegio d’elezione. A seguito di questa dichiarazione di incostituzionalità, prevale il criterio del sorteggio non censurato nelle ordinanze di rimessione. 

Ha dichiarato inammissibili o non fondate tutte le altre questioni. All’esito della sentenza – dice la Consulta – la legge elettorale, così modificata, è suscettibile di immediata applicazione.

Tra i primi commenti a caldo. “La Consulta si è espressa, ora è necessario fare una legge elettorale per il Senato analoga a quella della Camera”, scrive su Twitter il senatore di Forza Italia Maurizio Gasparri. “Ora che abbiamo anche una legge elettorale non ci sono più scuse: sabato 28 gennaio tutti in piazza a Roma per chiedere elezioni subito” scrive su Twitter la presidente Fdi Giorgia Meloni.

“Il presidente della Repubblica può sciogliere il Parlamento – è il giudizio di Ettore Rosato, presidente dei deputati del Pd – La Consulta ha approvato una legge immediatamente applicabile coerentemente con quanto aveva fatto sul Porcellum: ha creato le condizioni per avere una legge che consenta di votare subito. Noi – ha proseguito Rosato – abbiamo votato all’unanimità di proporre il Mattarellum, vedo che anche il Movimento 5 Stelle dice che si può discutere sulla legge elettorale: non serve tanto tempo al Parlamento, ma una disponibilità politica vera”.

“Come è evidente a tutti, la sentenza della Corte Costituzionale boccia la legge elettorale che secondo Renzi ci avrebbero copiato in tutta Europa. Dopo la riforma costituzionale cancellata dal 60 per cento degli elettori adesso anche l’Italicum in larga parte salta. Cosa resta di questi mille giorni di Governo Renzi? Praticamente nulla. Ora si incardini subito nuova legge elettorale in Parlamento”. Lo ha affermato il capogruppo dei deputati di Sinistra Italiana Arturo Scotto.

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