Anno giudiziario: “Pm siano più riservati”

Magistrati_sliderLa fuga di notizie sulle indagini in corso e il riserbo da parte delle toghe. L’Anm assente alla cerimonia d’apertura 

 

ROMA – Il primo presidente della Cassazione, Giovanni Canzio, interviene sulle ‘distorsioni del processo mediatico’. Lo fa nel corso dell’apertura dell’Anno giudiziario presso piazza Cavour. “L’opinione pubblica – annota Canzio nella relazione – esprime spesso sentimenti di avversione per talune decisioni di proscioglimento o anche di condanna, se ritenute miti, pronunciate dai giudici in casi che hanno formato oggetto di rilievo mediatico. Si scorge una frattura fra gli esiti dell’attività giudiziaria e le aspettative di giustizia, a prescindere da ogni valutazione circa la complessità dei fatti, la validità delle prove, i principi di diritto applicati, le garanzie del processo, la tenuta logica della decisione”.

Canzio, ribadendo la necessità della “ragionevole durata del processo” e del “rispetto delle garanzie”, lancia un monito anche ai pm: “Mi sembra che, per un verso, debbano essere riconosciute le linee dell’attrazione ordinamentale della figura del pm nel sistema e nella cultura della giurisdizione e che, per altro verso, meriti di essere presa in seria considerazione la proposta di aprire talune, significative finestre di controllo giurisdizionale nelle indagini, piuttosto che prevedere interventi di tipo gerarchico o disciplinare”.

Nell’evidenziare come nel Paese sia forte “la percezione di una diffusa corruzione sia nella Pubblica Amministrazione che tra i privati, Canzio chiosa che però tale percezione non trova riscontro, tuttavia, nelle rilevazioni delle statistiche giudiziarie”, ne’ in base ai dati nazionali e neanche in base a quelli della Cassazione (solo 273 lo scorso anno, pari allo 0,5% del totale di quelli trattati). “Occorre dunque – continua – avviare una approfondita riflessione sull’efficacia delle attuali misure, preventive, repressive, di contrasto al fenomeno, perché ne sia consentita l’emersione nelle sue reali dimensioni anche nelle aule di giustizia”. In merito all’andamento del settore penale, i risultati della Cassazione hanno dimostrato una “significativa inversione di tendenza”: aumento del 12,2% dei procedimenti definiti, calo dell’arretrato del 15,7%, tempo di definizione di soli otto mesi, “ben al di sotto della media europea”. 

Per quanto riguarda la “terribile minaccia” del terrorismo internazionale, secondo il presidente, occorrono “adeguate misure di polizia e prevenzione”, un maggior coordinamento delle indagini anche con l’istituzione della Procura europea, e un “efficace sistema repressivo, fino a configurare gli atti di violenza terroristica come crimini contro l’umanità”. Canzio nella sua relazione sottolinea che un carcere più umano attenua il rischio di radicalizzazione.

“Superare le difficoltà del rapporto tra l’Anm e il governo”, attingere “al proprio senso di responsabilità, alimentando la cultura del dialogo”: è l’appello che il vice presidente del Csm Giovanni Legnini rivolge nel corso della cerimonia di inaugurazione dell’Anno giudiziario. Una scelta non causale, visto che per la prima volta oggi l’Anm diserta la cerimonia in polemica con il governo.

Il Procuratore generale della Cassazione, Pasquale Ciccolo, lancia l’allarme sulla fuga di notizie e invita le toghe a una maggiore discrezione. “Dinanzi al fenomeno della fuga di notizie – spiega il procuratore generale nella sua relazione in occasione dell’apertura dell’Anno giudiziario a piazza Cavour – fenomeno grave perché rischia di ledere il principio costituzionale di non colpevolezza, più volte viene invocato l’intervento del mio ufficio, che risulta quasi sempre sterile per la obiettiva difficoltà di individuare le singole responsabilità”.

Ciccolo invita dunque le toghe al “riserbo, sul quale già l’anno scorso mi sono soffermato ricordando che la stessa Corte di Strasburgo ha ribadito che ai magistrati è imposta la massima discrezione anche là dove si sia trattato di sostenere pubblicamente le ragioni e la bontà dell’attività giudiziaria svolta”.

L’anno giudiziario si è aperto alla presenza del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, che è giunto al “Palazzaccio” accompagnato dal ministro della Giustizia, Andrea Orlando. Seduto accanto a Mattarella il presidente emerito Giorgio Napolitano e la presidente della Camera Laura Boldrini. Tra i presenti il presidente del Senato Pietro Grasso, il premier Palo Gentiloni, il ministro dello Sport Luca Lotti, il vicepresidente del Csm Giovanni Legnini, il presidente della Provincia di Roma Nicola Zingaretti e la sindaca della Capitale Virginia Raggi.

La cerimonia si è aperta con un minuto di silenzio in ricordo del giudice Giorgio Santacroce, ex primo presidente della Corte di Cassazione, recentemente scomparso.

Potrebbero interessarti anche