I big della rete indeboliscono la democrazia

Soro_Antonello

I colossi di Internet si comportano come stati sovrani. L’allarme del Garante per la Privacy

 

ROMA – Il possesso dei dati personali ricavati dagli utenti del web da parte dei colossi della rete fa sì che “le nostre democrazie appaiano più deboli”. Lo ha detto il presidente dell’Autorità garante per la protezione dei dati personali Antonello Soro, intervenendo al convegno ‘Big Data e Privacy. La nuova geografia dei poteri’, questa mattina alla Camera dei deputati.

“Un numero esiguo di aziende – ha sottolineato Soro – possiede un patrimonio di conoscenza gigantesco e dispone di tutti i mezzi per indirizzare la propria influenza verso ciascuno di noi, con la conseguenza che un numero sempre più grande di persone – tendenzialmente l’umanità intera – potrà subire condizionamenti decisivi. Esse detengono un potere che si affianca – sin quasi a sopraffarlo – alla tradizionale autorità statuale e che diversamente da questa è meno visibile e prescinde dalla legittimazione e dal circuito della responsabilità”.

“Le nostre democrazie – ha aggiunto – appaiono più deboli. Gli over the top hanno acquisito poteri che assumono sempre di più una caratura sociale e che finiscono per concorrere con il diritto che regola le relazioni tra gli Stati. Si pensi al progetto di Google, volto a contrastare il rischio di radicalizzazione online, elaborando e offrendo contenuti dissuasivi da propositi violenti con una contro narrazione: funzione ‘rieducativa’ tipicamente espressiva dell’autorità pubblica”. Per Soro, ci sono dunque “degli interrogativi che non possiamo eludere”.

Per affrontare l’impatto dei big data e del web, dunque, secondo il presidente dell’Autorità garante per la protezione dei dati personali, ”una buona regolamentazione è essenziale, ma non sufficiente: penso che sia necessaria una nuova consapevolezza da parte delle opinioni pubbliche”.

“Dobbiamo chiederci quante delle nostre decisioni siano fortemente condizionate dai risultati che un qualche algoritmo ha selezionato per noi e ci ha messo davanti agli occhi”, ha affermato Soro. “Un libro, un certo viaggio, una clinica cui affidare la salute, un investimento dei risparmi, la scelta di un dipendente da assumere, un giudizio politico, la stessa fiducia nei confronti di una persona appena incontrata, della quale chiediamo subito informazioni cliccando sui motori di ricerca e la cui affidabilità siamo pronti a misurare su quanto appreso in rete”.

“Dobbiamo riflettere sugli attuali scenari – ha continuato Soro – interrogarci sugli effetti prodotti da queste trasformazioni per comprendere le conseguenze sulle nostre vite indotte dalle decisioni automatizzate. I big data – ha concluso il presidente dell’Authority – sono diventati un fattore strategico nella produzione, nella competizione dei mercati, nelle innovazioni di importanti settori pubblici, nella struttura funzionale delle nostre abitazioni, nella normalità della nostra vita quotidiana”.

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