Approvato il bilancio di previsione 2017-2019

Aula_Giulio_Cesare_sliderIl documento passa con 29 voti favorevoli e 15 contrari. Recepiti i correttivi richiesti dall’Oref

 

 

ROMA – L’Assemblea capitolina ha approvato il Bilancio di previsione per il triennio 2017-2019, così come modificato dal maxi emendamento di Giunta che aveva apportato i correttivi richiesti dall’Oref. 29 i voti favorevoli, 15 i contrari e nessun astenuto. Il valore complessivo della manovra di Bilancio, in pareggio tra entrate e uscite, ammonta a 5,38 miliardi di euro. Il valore del piano investimenti, nel triennio, è pari a 577,7 milioni. “Si tratta di un evento memorabile per la città – ha commentato la sindaca su Facebook – Da decenni la Capitale non aveva un bilancio approvato così presto. È finita l’epoca degli esercizi provvisori e degli sprechi. Roma approva il proprio bilancio prima di quasi tutte le altre grandi città italiane”. 

Poi, lasciandosi trasportare dall’entusiasmo dopo tante vicissitudini, dichiara: “Ripristino della legalità, tagli agli sprechi; cultura; rilancio del sociale; investimenti per i trasporti; attenzione all’ambiente: questa è la nostra visione della città. Oggi, abbiamo iniziato: oggi #RomaRiparte”.

L’approvazione avvenuta entro il termine del 31 gennaio, come spiegato in diverse occasioni nei giorni scorsi, garantisce al Campidoglio una premialità di circa 20 milioni di euro sugli spazi di finanza. Sul fronte degli investimenti, 430 milioni di euro saranno dedicati ai trasporti e alla mobilità sostenibile, 62 alla manutenzione urbana. Nell’ambito della lotta agli sprechi i costi della macchina amministrativa diminuiscono di 40 milioni per il 2017 attraverso una serie di azioni che toccano servizi istituzionali, generali e di gestione con l’obiettivo di produrre efficienza e ridurre appunto gli sprechi.

Oltre 81 milioni di euro solo per il 2017, 110 milioni di investimenti in più nel prossimo triennio. Queste le cifre fondamentali dell’emendamento al Bilancio di previsione 2017-2019 di Roma Capitale, approvato dalla Giunta Capitolina insieme all’emendamento al Dup, e illustrato alla stampa dall’assessore al Bilancio e Patrimonio Andrea Mazzillo, dall’assessora alla Persona, Scuola e Comunità solidale Laura Baldassarre e dall’assessora alla Città in movimento Linda Meleo.

 Si parte dal contenimento della spesa, a cominciare “dall’interno”: riviste le dotazioni finanziarie del Gabinetto del Sindaco e dell’Assemblea Capitolina (4,5 milioni di risparmio) e recuperato un totale di 40 milioni da lotta agli sprechi, utenze e contratti rivisitati.

Nella parte corrente 2017 ci sono 72 milioni di spese in più per servizi e manutenzioni, oltre a 9 milioni di cui parte per investimenti e parte per il fondo passività potenziali. Tra le maggiori entrate: 28 milioni di fondi giubilari ‘salvati’ dalla giunta Raggi con l’indizione delle gare entro il 2016; 9,5 milioni di altre risorse vincolate; 25 milioni di maggiori entrate e circa 18,5 milioni dal ‘tesoretto’ del fondo di riserva. Risorse che si traducono, per esempio, in 24 milioni in più nel 2017 per la manutenzione urbana, in 17,5 milioni in più per la scuola (di cui 2 milioni per la verifica della vulnerabilità sismica degli istituti), in 9 milioni in più per la manutenzione di alberi e verde pubblico; in 8 milioni in più per il sociale. Il piano triennale degli investimenti prevede poi 80 milioni in più per trasporti e mobilità.

Altro aspetto centrale sarà “la razionalizzazione e lo sviluppo delle società partecipate”, ha aggiunto Mazzillo, ricordando il lavoro già avviato dall’assessore Massimo Colomban. I cardini dell’operazione: riduzione e aggregazione delle società (come prescritto dal decreto Madia), liquidazione di una serie di partecipazioni, nuovi contratti di servizio con nuovi criteri (controllo finanziario e delle performance con comitati di vigilanza e penali in caso di risultati inadeguati), introduzione del “bilancio consolidato di gruppo” che potrà “garantire una migliore e più trasparente rappresentazione della situazione finanziaria e patrimoniale delle aziende.

“Le farmacie comunali non sono in vendita”, ha invece precisato l’assessore, parlando anzi “di una partecipazione strategica, importante soprattutto per i romani: la sanità non deve essere usata per fare cassa ma per erogare servizi”.

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