Aperta e di tutti, a Roma rinasce la Biblioteca Nazionale

Biblioteca_nazionale80 km di scaffalature in più, mostre, il bistrot lettarario e un’area dedicata a Carlo Levi

 

ROMA – L’incremento dei magazzini librari con l’aggiunta di 80 km di nuove scaffalature; l’ampliamento dell’area espositiva del Museo Spazi900; un’area permanente dedicata a Carlo Levi; l’acquisizione di nuove raccolte e la digitalizzazione del patrimonio letterario; la creazione di sale multiculturali per mostre, laboratori e didattica; il bistrot letterario Librò nuovo di zecca; un bookshop con libri e tanti gadget; il restyling della sala conferenze aggiornata e un più efficiente servizio di fotoriproduzione. Con l’obiettivo ambizioso di essere davvero ‘aperta e di tutti’, la Biblioteca Nazionale Centrale di Roma si mostra oggi con un volto nuovo, più moderno e accogliente, che guarda ai modelli europei.

Realizzato con lo strumento del project financing, questo rinnovamento complessivo è stato finanziato con fondi ministeriali, per una spesa di 16 mln 757mila euro. “Le biblioteche statali hanno subito negli anni molti tagli. Noi abbiamo invertito la tendenza”, ha detto il ministro Dario Franceschini.

“Niente grazie, era doveroso, ho cercato di recuperare un colpevole ritardo, una serie di tagli che aveva penalizzato un settore come gli archivi e le biblioteche che avevano meno voce” ha continuato il ministro. Parla di “rigenerazione” il direttore generale delle biblioteche e degli istituti culturali Rosanna Rummo.

Nata come la Biblioteca dell’Italia Unita con l’obiettivo di presentare la cultura degli stati preunitari, uniti sotto un’unica bandiera, la Biblioteca Vittorio Emanuele II essendo molto ricca nel settore della letteratura novecentesca, ha aperto da qualche anno al pubblico in modo permanente “Spazi 900” riservati a studiosi e turisti curiosi che presentano cimeli e pezzi rari degli scrittori più amati. Come si faceva un tempo. Sono stanze dedicate alla storia della biblioteca e alla storia delle collezioni, con particolare riguardo al Novecento. La prima è stata la “Stanza di Elsa” Morante che conserva anche lo studio della scrittrice avuto in dono dall’erede Carlo Cecchi.

Nella galleria alla schiera dei letterati e dei poeti che hanno segnato il secolo, alla Morante, a Quasimodo, Ungaretti, Montale, Pasolini si aggiunge la stanza di Carlo Levi, grande scrittore ma altrettanto e forse ancor più grande pittore. E nell’angolo che lo accoglie ci sono i ritratti degli amici, Giorgio Scerbanenco, Italo Calvino, Cesare Pavese, Carlo Emilio Gadda e Eugenio Montale che l’artista dipinse negli anni fiorentini e un “Autoritratto con fornello” esposto sul cavalletto originale del suo studio che risale al ’35. Un anno importante che segna un discrimine nella sua vita di uomo e di artista.

E’ l’inizio del confino in Lucania dove rimarrà dall’agosto del ’35 al maggio del ’36. Da quell’esperienza nasce il libro che gli avrebbe dato la notorietà internazionale “Cristo si è fermato a Eboli” che scrisse a Firenze durante l’occupazione tedesca e pubblicò dopo la guerra. In bacheca è possibile leggere la recensione pubblicata da Montale su “Il Mondo” nel ’46 ed intitolata “Un pittore in esilio”. Subito dopo lo spazio mostre, allestito allo stesso modo, una piccola libreria con gadget e libri di successo e una parete che rimanda al tema dei bestiari e delle biblioteche (di Babele).

Il rinnovamento complessivo ha coinvolto il settore dei servizi attraverso lo strumento del “project financing”, una nuova modalità di gestione, un’assoluta novità nel settore delle biblioteche. “Abbiamo ritenuto – dichiara il direttore Andrea De Pasquale – che il partenariato pubblico-privato, nella garanzia della nostra direzione scientifica, potesse costituire una valida possibilità di riuscire a convogliare risorse e competenze nell’ambito di servizi culturali d’interesse generale, che per ragioni strutturali, stentano individualmente a sostenersi”. Come a dire “le singole attività se gestite singolarmente sono fallimentari, invece col project financing sono sostenibili”.

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