Una Commissione per la nomina della Commissione Via

Viadotto_sliderLa prima proposta del ministro Galletti bocciata dalla Corte dei conti. I rilievi in un’interrogazione del M5S

 

ROMA – Il dato rilevante è che da due anni siamo senza Commissione ministeriale di impatto ambientale, a cui, com’è noto spetta la funzione strategica di valutare per ogni singolo progetto o nuova opera l’impatto sull’ambiente. Per la verità, il ministro in carica Gian Luca Galletti (Ncd) nel maggio 2015 aveva emanato un avviso pubblico per l’acquisizione di manifestazioni di interesse dei componenti della commissione tecnica di verifica dell’impatto ambientale. Poi, una volta fissati i criteri di professionalità, requisiti e incompatibilità, aveva nominato i membri della Commissione e trasmesso il tutto alla Corte dei conti per la verifica di legittimità.

La Corte tuttavia ad agosto dell’anno scorso ha negato il visto e la registrazione degli atti evidenziando la necessità di chiari criteri di selezione. Tra i nominativi proposti dal ministro – come ricorda in un’interrogazione un gruppo di deputati M5S, primo firmatario Massimo De Rosa – c’erano nomi di rappresentanti politici, o loro congiunti, o di persone prive delle necessarie competenze specifiche, tra cui: Carlo Salatino, già assessore PD a Cosenza; Bruno Villella, già coordinatore provinciale Pd; Domenico Mariani, ex amministratore delegato Amgas Bari, fratello dell’allora consigliere comunale di Bari; Simone Vigni, PD, presidente della commissione assetto del territorio Siena; Antonio Scurria, geologo, presidente del consiglio comunale S. Agata Militello; Luciano Taranto, ex amministratore delegato di ATOME3, UDC, condannato per danno erariale; Barbara Barattolo, architetto; Stefano Bettarini, ingegnere; Antonio Gatto, architetto; Biagio Bisignani, ingegnere.

Tutto da rifare dunque. Il 30 settembre scorso infatti Galletti ci riprova ed emana un nuovo avviso pubblico per raccogliere le manifestazioni di interesse per la nomina dei componenti della Commissione Via. Nel decreto ministeriale è prevista anche la nomina di una apposita Commissione che dovrà effettuare la selezione dei futuri commissari, che “all’atto del suo insediamento, fisserà i criteri ed i parametri di valutazione sulla base dei quali effettuare detta selezione”.

Ma come, dicono gli interroganti, prima si raccolgono le manifestazioni di interesse dei candidati e poi si stabiliscono i criteri di nomina? “Tale procedura appare nuovamente in contrasto con i rilievi effettuati dalla Corte dei conti”. E infatti la Commissione si insedia l’8 novembre 2016 e stabilisce i criteri e i parametri di valutazione dei candidati e solo venti giorni dopo riceve dalla Direzione degli affari generali e del personale del Ministero la documentazione inerente le domande già presentate, per un totale di 537 candidature.

Nella risposta all’interrogazione il sottosegretario all’Ambiente e alla tutela del territorio e del mare, Silvia Velo, si limita a rilevare che la Corte dei conti “nulla ha osservato in riferimento alle modalità e ai tempi di previsione dei predetti criteri”, ma non nega che “la Commissione in una prima fase determina i criteri di valutazione e, successivamente, riceve da parte della competente Direzione generali degli affari generali e del personale le manifestazioni di interesse da esaminare”. Immaginiamo che gli interroganti non si ritengano soddisfatti della risposta governativa.

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