Assessore Berdini, ultimo atto

Berdini_sliderE’ sempre stato un corpo estraneo nella giunta Raggi. Alla fine non ce l’ha fatta più e si è sfogato. Maldestro tentativo di ritrattazione

 

ROMA – “Voce del sen fuggita poi richiamar non vale”, diceva nel ‘700 il poeta e drammaturgo Pietro Metastasio. Ed è quello che è successo stamattina all’assessore all’Urbanistica di Roma, Paolo Berdini, che al colmo della pazienza si è lasciato andare in un’intervista a La Stampa alla confessione di tutti i contrasti, gli errori, gli intrighi vissuti in questi mesi in Campidoglio. E per vuotare il sacco fino in fondo ci ha aggiunto pure un pizzico di gossip e di “peperoncino” personale che ne hanno fatto un titolo da prima pagina.

L’esplosione della “bomba” ha fatto un botto mediatico pazzesco, tanto da spaventare lo stesso autore, che ha tentato goffamente di smentire le dichiarazioni, costringendo il giornale a “confermare parola per parola il colloquio con l’assessore Berdini pubblicato nell’edizione odierna a firma del giornalista Federico Capurso. Se umanamente si può comprendere l’imbarazzo dell’assessore, questo comunque non giustifica in alcun modo gli inaccettabili giudizi che Berdini ha pronunciato sul collega per cercare di smentire quanto riferito”. Si vede che lo stile “liste di proscrizione” inaugurato da Grillo e Di Maio ha contagiato anche chi non appartiene al M5S.

Comunque, con il permesso del quotidiano torinese, vale la pena di ripercorrere i passaggi esenziali dell’intervista.

“Ora che la sua battaglia rischia di naufragare e che la sindaca Virginia Raggi è sempre più incatenata dal commissariamento politico di Beppe Grillo e dalle vicende giudiziarie, Berdini sente il bisogno di sfogarsi, anche se non riesce a darsi una risposta, per come si sia arrivati a questo punto. «Non lo so, è stato fatto un errore dopo l’altro». Prima con la nomina di Raffaele Marra, poi la polizza di Romeo, «e se è uscita questa cosa su L’Espresso, fra qualche giorno magari ne esce un’altra. Non si può dire che sia finita la musica». Si stringe nella giacca, mentre dopo una giornata di lavoro tenta di fare il punto. «Trovo la situazione esplosiva, questa città non tiene»…. 

“Io sono l’unico assessore, credo, ad essere entrato di diritto, ma non mi aspettavo tutto questo”. Poi, forse, i volti delle persone con cui si è dovuto interfacciare in questi mesi tornano rapidi alla mente, dai consiglieri ai vertici del Movimento, fino a Virginia Raggi e a Salvatore Romeo, al centro dell’ultimo ciclone abbattutosi sul Campidoglio, e non riesce a tenersi: “Sono proprio sprovveduti. Questi secondo me erano amanti. L’ho sospettato fin dai primi giorni, ma mi chiedevo com’è che c’è questo rapporto?”. Mentre lo dice, il suo sguardo non è quello dell’insofferenza, ma della stanchezza, quasi arreso a certi comportamenti. «E poi, questa donna che dice che non sapeva niente, ma a chi la racconti? La sua fortuna è stata che non ci fosse nessun reato. Lei era anche già separata al tempo, e allora dillo! Ma possibile che questa ragazza non debba uscire mai?»…………..

“Il problema, per il professore ‘anarchico’ di Roma, sembra essere proprio la Raggi: “Su certe scelte sembra inadeguata al ruolo che ricopre. I grand commis dello Stato, che devo frequentare per dovere, lo vedono che è impreparata. Ma impreparata strutturalmente, non per gli anni…….. Mi dispiace. Mi dispiace molto. Se lei si fidasse delle persone giuste… Ma lei si è messa in mezzo a una corte dei miracoli. Anche in quel caso, io glie l’ho detto: sei sindaco, quindi mettiti intorno il meglio del meglio di Roma. E invece s’è messa vicino una banda………….. Come se ne esce? Non lo so. Io questo non lo so”.

In serata la sindaca Virginia Raggi ha rilasciato la seguente dichiarazione: “Ho incontrato l’assessore Berdini chiedendogli chiarimenti. Si è scusato ed ha rimesso nelle mie mani le deleghe che gli avevo assegnato lo scorso luglio. Ho respinto le sue dimissioni con riserva”.

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