I compensi milionari dei conduttori Rai

Insinna_sliderLa Clerici guadagna 1,5 milioni l’anno, come Flavio Insinna. Il ritorno di Santoro costa 2,7 milioni di euro

 

ROMA – “In merito alla fuga di notizie, e alla pubblicazione su un quotidiano, di documenti riservati contenenti informazioni sensibili sulla gestione aziendale, ad uso interno e del Cda, Rai presenterà un esposto alla Procura della Repubblica di Roma affinché possano essere con urgenza accertate le responsabilità nella diffusione e nella pubblicazione di documenti”.

Ma la notizia non è questa – checché ne pensino a viale Mazzini – bensì le cifre dei compensi corrisposti dall’emittente pubblica ad artisti, presentatori, cantanti e saltimbanchi, pubblicate dal quotidiano La Stampa. Nell’articolo si dà notizia innanzitutto che nel secondo semestre del 2016 il direttore generale Campo Dall’Orto ha firmato 129 contratti per 340 milioni di euro.

Segue l’elenco dei compensi di alcuni artisti e conduttori. Il contratto in assoluto più ricco è quello di Antonella Clerici: in due anni ha preso 3 milioni di euro lordi, 1,5 all’anno. Più o meno la stessa cifra va anche a Flavio Insinna, che per un anno incassa 1 milione e 420 mila euro. Il triennale siglato con Lucia Annunziata vale invece 1 milione e 380 mila euro: 460 mila euro lordi all’anno. Il compenso di Piero Angela vale in tutto 1 milione e 800 mila euro. Il ritorno in Rai di Michele Santoro costa alla tv pubblica 2 milioni e 700 mila euro versati alla sua società di produzione, la Zerostudios spa.

Ancora, quello dei conguagli e delle integrazioni dei minimi garantiti è un mercato altrettanto ricco in casa Rai. Ne sa qualcosa Bruno Vespa, che – si legge ancora sul quotidiano – a fronte di un minimo garantito di 1 milione e 800 mila euro, nel secondo semestre 2016 ha incassato un milione di euro per prestazioni eccedenti il contratto base. Un anno di prestazioni extra all’autore e regista Michele Guardì hanno invece fruttato 586.184 euro; 181 mila euro in più anche a Fabrizio Frizzi per prestazioni non previste dal contratto base e 313 mila a Massimo Giletti che pure parte da un minimo garantito di circa 500 mila euro lordi l’anno. Come tutti i big anche il contratto di esclusiva di Carlo Conti è a sei zeri, compresi i 650 mila euro di Sanremo. Le sue prestazioni «eccedenti il minimo» sono poca cosa: 60.500 euro appena per una settimana extra a inizio giugno, cifra da cui mamma Rai ha però trattenuto 14 mila euro ‘per la partecipazione del collaboratore al programma Amici’.

D’altronde quello dei compensi, troppo alti rispetto ai tetti imposti a tutta la pubblica amministrazione (240 mila euro), da sempre coperti dal segreto aziendale, è un tema assai delicato. Ne ha riparlato ancora una volta il cda di viale Mazzini, proprio martedì sera senza approdare a nulla, e ne hanno parlato ieri tanti politici, di maggioranza e di opposizione. “La Rai temporeggia ancora sul tetto con una ennesima lettera a Mef e Mise – protesta Michele Anzaldi, deputato Pd e segretario della Commissioni di vigilanza Rai – Se il cda vuole ancora perdere tempo, con la lettera ai ministeri alleghi la lista dei compensi pubblicata da La Stampa, vero schiaffo a i cittadini!”.

Il presidente della Commissione Bilancio della Camera, Francesco Boccia (Pd), parla di «Rai fuori controllo» e chiede che «venga reso noto l’elenco integrale dei costi di tutte del società esterne e i compensi che arrivano ai singoli». Il presidente dei deputati di Forza Italia Renato Brunetta ha invece presentato una interrogazione al presidente della Vigilanza Roberto Fico per far applicare «in maniera integrale il principio della trasparenza». Mentre Maurizio Gasparri (Fi) punta il dito contro «i comunisti col triplo Rolex, Michele Santoro e Lucia Annunziata», ed i loro compensi giudicati «eccessivi» rispetto al ruolo svolto e ai risultati d’ascolto.

Da registrare poi due precisazioni da Bruno Vespa e Massimo Giletti. Il conduttore di Porta a Porta ci tiene a precisare che il suo “contratto base del triennio 2014-2017 è di un milione e 300 mila euro” e non di un milione 800 mila euro che invece è il “tetto massimo” (?), mentre i compensi p e r una prima serata speciale è di 30 mila euro, per una seconda di 11.700 euro anziché 89.200 come riportato ieri. A sua volta Massimo Giletti, che preannuncia querela, spiega che “i 313 mila euro indicati come compensi extra non si riferiscono al 2016 ma rappresentano gli arretrati dei tre anni precedenti”. E comunque il suo minimo garantito “non è di 500 mila euro l’anno, ma è molto più basso”.

Naturalmente è bene anche distinguere tra i cosiddetti stipendi e i costi di produzione. Da questo punto di vista i 2,7 milioni euro versati alla «Zerostudio’s spa» di Michele Santoro a fronte di una serie di programmi non sono il compenso del giornalista televisivo ma il budget che la Rai mette a disposizione della produzione per realizzare una serie di puntate “chiavi in mano”. Anche in questo caso però l’emittente farebbe bene a chiarire che quei soldi (pubblici) non vengono dati a scatola chiusa, ma per quali e quante puntate, specificando e motivando il costo unitario di ciascuna.

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