Niente più disoccupazione per i collaboratori

Disoccupazione_slider_bisNel 2017 non sarà prorogata l’indennità Dis-Coll per collaboratori Cococo istituita nel Jobs Act

 

ROMA – La prestazione di disoccupazione Dis-Coll – istituita in via sperimentale nel 2015 dall’allora premier Matteo Renzi all’interno della riforma Jobs Act – a favore dei collaboratori coordinati e continuativi, anche a progetto, non verrà più prorogata a partire dal 1° gennaio 2017.

“Pertanto – fa sapere l’Inps – in assenza di previsione normativa, non sarà possibile procedere alla presentazione delle domande di indennità DIS-COLL per le cessazioni involontarie dei contratti di collaborazione coordinata e continuativa, anche a progetto, verificatesi dal 1°gennaio 2017”.

La platea dei collaboratori rimane priva di qualsiasi paracadute. L’indennità infatti inizialmente prevista nel pacchetto dei sussidi tracciati dal Jobs act, era stata successivamente prorogata fino al 31 dicembre scorso attraverso la legge di stabilità 2016.

“Grave quanto annunciato dall’Inps a proposito della sospensione dell’indennità di disoccupazione per migliaia di collaboratori. Chiadiamo di prorogare immediatamente la DisColl”. Così in una nota la Cgil.

“In occasione dell’incontro unitario con il ministero del Lavoro dello scorso 27 gennaio – prosegue la confederazione – abbiamo presentato un emendamento alla legge di conversione del decreto Milleproroghe, in cui rivendichiamo l’immediata proroga della copertura della DisColl, introdotta dal Dlgs 22/2015 per tutto il 2017. Non e’ pensabile che la mancata proroga sia stata determinata dalle misure strutturali contenute nel Ddl lavoro autonomo, un provvedimento ancora in itinere e i cui tempi di approvazione sono incerti. Il Ddl – conclude la nota – rimanda la soluzione a una delega al Governo, con tutti i prevedibili ritardi sulla sua tempestiva efficacia. Per questo chiediamo invece di intervenire subito con una previsione specifica del Milleproroghe”.

Nello specifico, si trattava di un’indennità di disoccupazione per i lavoratori con rapporto di collaborazione coordinata, sostitutiva dell’indennità una tantum per i lavoratori a progetto disciplinata dall’allora Legge Fornero. Il trattamento era, appunto, rivolto in via sperimentale ai collaboratori coordinati e iscritti in via esclusiva alla gestione separata presso l’Inps che avessero perduto involontariamente la propria occupazione e che fossero in grado di soddisfare congiuntamente i seguenti requisiti: essere in stato di disoccupazione al momento della domanda di prestazione; possedere tre mesi di contribuzione nel periodo che va dal 1° gennaio dell’anno solare precedente l’evento di cessazione dal lavoro all’evento in questione.

La circolare Inps chiariva che tra i destinatari della Dis-coll ci sono i collaboratori presso la pubblica amministrazione, mentre sono esclusi amministratori, sindaci o revisori di società e altri enti con o senza personalità giuridica; assegnisti di ricerca, dottorandi e titolari di borse di studio.

Ora però, a un anno dall’entrata in vigore delle nuove regole definite dal Codice dei contratti (decreto legislativo 81/2015), si cambia di nuovo e il capitolo delle collaborazioni coordinate e continuative fatica a trovare un assetto definito.

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