Federcalcio, chi corre per la presidenza

Tavecchio_sliderAndrea Abodi, presidente della Lega Pro, sfida l’uscente Carlo Tavecchio. I pronostici dei bookmaker

 

ROMA – Andrea Abodi ha sciolto le riserve e ha annunciato che sfiderà Carlo Tavecchio per la presidenza della Federazione italiana gioco calcio (Figc). Abodi, 57 anni, romano, un passato in An, dal 2010 è a capo della Lega calcio di serie B. E’ stato rieletto pochi giorni fa con 16 voti a favore su 22 (5 schede bianche, 1 nulla), garantendo che si dimetterà dalla carica il giorno prima del voto federale. Nel 2014 aveva indirizzato i voti della Lega B su Tavecchio per la presidenza della Figc.

Chi lo conosce bene assicura che Abodi non è un kamikaze e se ha deciso di sfidare il potente ragioniere di Ponte Lambro, il cui rinnovo viene dato per certo dai bookmaker, qualche carta da giocare deve pure averla. Innanzitutto per depositare la sua candidatura, Abodi ha la necessità dell’appoggio di almeno una delle strutture federali.

Secondo alcuni questo appoggio potrebbe venire dall’assemblea della Lega Pro, il terzo livello del campionato italiano di calcio, il più basso a carattere professionistico. Ammesso e non concesso che quei voti fossero stati veramente promessi ad Abodi, non gli servirebbero certo a competere con Tavecchio.

Anche questa volta probabilmente, come avvenuto in passato, decisivo per l’elezione del presidente Figc sarà l’orientamento elettorale della Lega nazionale dilettanti (Lnd) che dispone del 33% dei voti nell’assemblea elettiva del prossimo 6 marzo. La Lega infatti ha una potenza di fuoco immensa: un milione di iscritti, cinquantamila squadre, quattordicimila società, settecentomila partite, soprattutto un giro di affari da quasi un miliardo di euro.

Va dato atto a Carlo Tavecchio di averla fatta crescere e resa ricca negli anni e, da uomo furbo e navigato qual è, di non averla mollata neppure dopo la sua elezione alla Federazione superiore. Non a caso il presidente della Figc è rimasto alla guida di Lnd Servizi e Lnd Immobiliare, cioè le chiavi delle ricchissime casse della Lega.

Era stato lui infatti a scegliere il suo erede in Felice Belloli, costretto poi alle dimissioni per lo scandalo delle frasi sessiste, sostituito da Antonio Cosentino, che pensava di essere promosso da commissario a presidente. Invece Tavecchio per fare cosa gradita a Giovannino Malagò e assicurarsi il suo endorsement per la riconferma al vertice della Figc, ha tirato fuori dal cilindro il nome di Cosimo Sibilia, anche col benestare del ministro per lo Sport Luca Lotti.

Figlio di Antonio, mitico past president dell’Avellino Calcio, Cosimo Sibilia, senatore di Forza Italia dal 2008, ha legato la sua ascesa nel mondo dello sport a quella di Giovanni Malagò e di Gianni Letta. I due ormai sono praticamente inseparabili: Sibilia si vede un giorno sì e l’altro pure a Palazzo H, Malagò non manca di presenziare ad ogni suo evento, compresa ovviamente l’acclamazione all’unanimità come nuovo numero uno dei dilettanti all’Hotel Hilton di Fiumicino.

Se dunque l’accoppiata Malagò-Tavecchio regge, per Abodi non ci dovrebbe essere partita nella corsa alla presidenza della Figc. Ma nel calcio, si sa, tutte le partite finiscono solo al 90’ minuto.

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