Epidemia di dimissioni all’Istituto di geofisica e vulcanologia

Ingv_sliderLascia il capo del Centro nazionale terremoti di Roma e altri 3. Se ne vanno anche dall’Osservatorio di Catania

 

ROMA – “Il Centro Nazionale Terremoti (CNT) è sicuramente una grande sezione con persone straordinarie che riescono a sopperire a molte delle insufficienze dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (INGV), ma purtroppo queste caratteristiche di resilienza mi pare che siano state sfruttate un po’ troppo in questi ultimi anni e in quest’ultima crisi in particolare”. Con questa frase si conclude la lettera di dimissioni dell’11 febbraio 2017 di Salvatore Mazza, ottimo sismologo finora a capo del CNT.

Il Centro Nazionale Terremoti, è la sezione più strategica che ha dato grande visibilità all’Istituto quando ancora si chiamava ING. È quella che funziona 24 ore al giorno per 365 giorni l’anno dal 1982. Il prossimo settembre saranno 35 anni di ininterrotto funzionamento.

Se un ricercatore serio e impegnato come Salvatore Mazza è arrivato a una determinazione tanto grave significa che qualcosa all’interno dell’INGV si è rotto. La gravità della situazione è ulteriormente accentuata dalle dimissioni di altri due personaggi chiave per il funzionamento completo e costante della rete Rete Sismica Nazionale. All’Osservatorio Etneo di Catania si dimettono due Responsabili di Unità Funzionale (Ruf), al Centro Nazionale Terremoti di Roma si dimettono due RUF e il Direttore della Sezione. Quella delle dimissioni sembra essere diventata una malattia molto contagiosa.

Seppur in alcuni casi motivate da problemi personali, le dimissioni lasciano sicuramente trasparire il malcontento che da mesi serpeggia all’interno di Ingv. Malcontento generato, con buona probabilità, dalla mancata riorganizzazione delle Sezioni, all’indomani della nomina dei direttori avvenuta per investitura diretta del presidente Doglioni, e non, come si è tentato di far credere, a posizioni maggioritarie espresse dal personale delle Sezione o in seno al CdA.

Cosa è cambiato all’Ingv con l’arrivo del nuovo presidente, Carlo Doglioni, e del nuovo Direttore generale, Maria Siclari, si domanda ‘Il Foglietto’ del sindacato Usi Ricerca? Niente è cambiato in termini di organizzazione e di incarichi di vertice: a) Tullio Pepe ancora al suo posto con i suoi molteplici incarichi; b) Collegi di Sezione scaduti da mesi, con RUF “nominati” dagli ex direttori di sezione; c) Riorganizzazione e nomina dei Responsabili delle Unità Funzionali delle sezioni mai avviata; d) un presidente di GUG verosimilmente incompatibile perché strettamente imparentato con un membro del CdA; e) una responsabile dell’ufficio Stampa in comando dal CNR con il pretesto della nomina di un Portavoce della Presidenza; f) due membri del CdA eletti dal personale ancora distaccati presso l’Amministrazione Centrale, non si capisce a fare cosa; g) una drastica riduzione dei fondi destinati alla ricerca.

Sembra proprio che non sia cambiato nulla rispetto a prima, l’Istituto – secondo l’Ubi Ricerca è alla paralisi, si tira a campare, si naviga a vista, si vive alla giornata. Addirittura le cose sembrano peggiorate, come dimostrerebbe l’evidente deterioramento nella gestione dei rapporti sindacali.

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