Almaviva, parte piano governo per ricollocare 1.600 lavoratori

Call_centerAccompagnamento all’autoimpiego, assegno di ricollocazione e finanziamenti per lavori di pubblica utilità

 

ROMA – Parte il piano del governo per la ricollocazione dei 1.600 lavoratori di Almaviva licenziati dal call center. Si tratta di un piano che rientra nelle politiche del lavoro realizzato in collaborazione con la regione Lazio e l’Anpal (Agenzia nazionale politiche attive del lavoro).

Il piano prevede risorse per gli assegni di ricollocazione fino a 5mila euro a lavoratore a valere sul Fondo europeo per la globalizzazione, che sarà dato solo pero’ a ricollocazione avvenuta, e risorse regionali per 2000 euro a lavoratore per il bonus formazione e 8mila euro per un bonus assunzione per le imprese che assumeranno questi lavoratori a tempo indeterminato.

Previsti inoltre 18mila euro a lavoratore per chi decidesse di avviare un’impresa e 10mila euro per gli over sessanta. “Le risorse – ha assicurato il ministro Carlo Calenda nel corso della conferenza stampa di presentazione del piano – sono assolutamente sufficienti per tutti i lavoratori”.

Nella conferenza stampa di presentazione del piano, il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, ha spiegato che l’adesione al programma “e’ assolutamente volontaria”. “Quello che posso dire – ha aggiunto – e’ che le istituzioni hanno fatto tutto il possibile per evitare questo epilogo. Ora la nostra unica strada e’ di offrire alternative ai lavoratori e questa e’ la migliore utilizzazione possibile degli strumenti che abbiamo a disposizione”.

A spiegare il programma e’ stato il presidente dell’Anpal, Maurizio Del Conte. Oltre alla erogazione delle risorse, che comunque prescindono dalla Naspi che i lavoratori continueranno a percepire, l’Anpal si occuperà di fare uno screening delle competenze dei lavoratori per orientare la loro formazione verso quelle aziende che vogliano assumere. I lavoratori saranno convocati presso appositi sportelli, 5 a Roma e uno in ogni provincia del Lazio, e parteciperanno a sessioni individuali e di gruppo per la formazione e l’orientamento. Da una prima analisi e’ emerso che la maggior parte dei dipendenti ha un livello di istruzione medio basso, pari alla terza media mentre c’e’ anche un 13% di laureati. I lavoratori verranno poi presi in carico da un tutor pubblico o privato a seconda della scelta fatta e da questo momento in poi partirà l’assegno di ricollocazione che sarà anticipato da Anpal a valere sul fondo europeo Feg.

“La chiusura della sede romana di Almaviva e’ una tragedia per piu’ di 1600 famiglie in difficoltà. Non si poteva restare a guardare, siamo stati presenti a tutti gli incontri, ai tavoli con i sindacati e abbiamo cercato fino all’ultimo di salvare i posti di lavoro”. Parole che il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, affida al suo profilo Facebook, spiegando quanto illustrato oggi a Roma nella sede del ministero del lavoro. “Il primo impegno dopo la rottura della trattativa ha avuto un unico obiettivo: non lasciare sole le persone che hanno perso il lavoro e le loro famiglie. Per questo la Regione e il Governo hanno elaborato un progetto straordinario, che prevede tre azioni: 1) l’accompagnamento per chi vuole aprire un’attività in proprio 2) un assegno di formazione e ricollocazione 3) il finanziamento di lavori di pubblica utilità da far svolgere agli ultra sessantenni in favore degli enti locali.

Per l’Italia si tratta di una grande innovazione, perché passiamo dalla cassa integrazione al sostegno a ogni singolo lavoratore. In pratica non spendiamo soldi per un sussidio, ma investiamo risorse sulla ricostruzione di una prospettiva di vita interrotta con la perdita del posto di lavoro. E’ un investimento sul futuro della nostra comunità, sul diritto a una vita degna” conclude Zingaretti.

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